Leclerc
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La Ferrari si interroga sul da farsi in vista del Gran Premio del Brasile, Leclerc potrebbe scontare una penalità in griglia se dovesse montare una power unit nuova

Secondo Max Verstappen, la Ferrari ha faticato ad Austin perché ha smesso di barare, venendo ‘appiedata’ dalla direttiva FIA relativa al flusso di benzina nella power unit. A distanza di qualche giorno dal Gran Premio degli Stati Uniti, ecco arrivare i primi dati che sconfessano la tesi dell’olandese, che ha fatto andare su tutte le furie Mattia Binotto.

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Stando a quanto raccolto da Motorsport.com, il motore EVO 2 utilizzato da Leclerc in gara aveva 18 cavalli in meno rispetto a quello della Mercedes di Valtteri Bottas, vincitore della gara davanti a Hamilton. Un propulsore montato dopo i problemi avuti nelle FP3 di sabato mattina e quasi arrivato al limite del proprio chilometraggio, essendo stato usato dal monegasco dal Gp del Canada fino al Gp di Spa, prima di tornare a Singapore. Situazione che sconfessa completamente la tesi di Verstappen e che spiega eccome i 52 secondi pagati da Leclerc in gara da Bottas, il quale poteva disporre di un motore più prestazionale. In casa Ferrari adesso ci si interroga sul da farsi in vista delle ultime due gare in Brasile e Abu Dhabi: continuare a utilizzare il motore non evoluto oppure montare una quarta unità fresca e incassare una penalità in griglia? Toccherà a Binotto prendere la decisione, non resta dunque che attendere la gara di Interlagos per capire quale strada la Ferrari avrà deciso di intraprendere.