Balotelli
Claudio Grassi/LaPresse

Il Consiglio comunale di Verona invita sindaco e comune a diffidare legalmente Balotelli per diffamazione verso la città: il primo cittadino Sboarina punta il dito contro il calciatore

Una clamorosa novità arricchisce le polemiche sul caso riguardante i cori razzisti rivolti a Mario Balotelli durante Verona-Brescia: dal Consiglio comunale di Verona arriva una mozione affinché “il sindaco e gli uffici legali del Comune diffidino legalmente il calciatore e tutti coloro che attaccano Verona diffamandola ingiustamente“.

Il sindaco Federico Sboarina (centrodestra) si è espresso così in un’intervista riportata dalla Rosea: “è una tutela dell’immagine della nostra città. Perché uno deve ritenere Verona una città razzista? Si prenderà le sue responsabilità. Eravamo allibiti. L’arbitro ha ammonito Balotelli, non ha sospeso la partita. Dai filmati si sentono solo fischi, la notizia non esiste, è stata montata e costruita sul nulla, è kafkiana. I cori razzisti sono quelli fatti da un gruppo corposo di persone che decide di cantare un’unica cosa. Non ci sono stati cori razzisti qui e la semplificazione Balotelli-razzismo-Verona per me è inaccettabile. Da cosa mi devo dissociare? Nessuno ha sentito niente. Vero è che condanno ogni forma di razzismo, ma deve esserci qualcosa da condannare. Non so cosa possa aver sentito Balotelli, so che nessuno ha sentito ciò che ha sentito lui. Se non avesse calciato quella palla, nessuno avrebbe detto nulla“.

Sboarina si è poi dissociato dalle parole del capo ultrà Luca Castellini: “rifiuto totalmente le parole e i concetti espressi da lui. Ognuno si prende la responsabilità di ciò che dice. La Curva unisce la città al di là dell’appartenenza politica, non è una fucina di uomini politici e non esiste il timore di andarle contro. Giudice sportivo? Nel caso decidesse per la chiusura della Curva, sarebbe un provvedimento abnorme“.