balotelli
Gianluca Checchi/LaPresse

Mario Balotelli parla a ‘Le Iene’ dei cori razzisti ai suoi danni durante Verona-Brescia: l’attaccante italiano spiega di non essersi sfogato contro la parte sana del tifo scaligero

Adesso parla Mario Balotelli. Da domenica ad oggi sui cori razzisti di Verona-Brescia si sono espresse diverse parti, alcune appartenenti al mondo del pallone, altre a quelle della politica, dai tifosi ai dirigenti, passando per gli stessi giocatori e ovviamente i media di qualsiasi genere. Ora tocca a Mario Balotelli che ha fatto chiarezza sul caso ai microfoni de ‘Le Iene‘ in un’intervista che andrà in onda questa sera: “io non ho accusato il Verona, non ho accusato la curva, io ho accusato pochi scemi che l’hanno fatto e li ho sentiti. E quindi mi sono arrabbiato. Di sicuro non erano 2-3 e se li sentiti dal campo vuol dire che c’erano. Lo stadio e i tifosi del Verona mi stanno anche simpatici, i loro sfottò ci stanno, se vuoi distrarre un giocatore lo puoi fare in mille modi, ma così non va bene, così non ci siamo. Non dico che io sono diverso da altri giocatori ai quali hanno fatto gli stessi cori, gli stessi ululati, che poi ripeto sono sempre pochi gli scemi, però ci sono. Io sono italiano, dovrei tornare in nazionale, i pochi che l’hanno fatto sono delle teste di cazzo. Castellini? Deve regolare le sue parole. Non faccio politica in campo. Ho avuto una reazione umana a cinque, dieci, trenta coglioni. Non è umano che uno faccia un’intervista così. Avete capito cosa ha detto? Non è questione di Mario. E’ pericoloso. Nessuno può permettersi di parlare cosi’, né tu e né io. Tuo figlio torna a casa – spiega Balotelli – e ha dato uno schiaffo ad un compagno. Lo sgridi, ma cosa lo sgridi a fare se poi vai allo stadio e fai uh uh uh a uno di colore?”.