Quella certezza su Marco Pantani ed il rischio di morte: Cipollini racconta la sua malattia

cipollini LaPresse/Belen Sivori

Mario Cipollini sincero: le parole dell’ex campione italiano sulla miocardite linfocitaria scoperta poco tempo fa

Mario Cipollini sta affrontando uno dei momenti più difficili della sua vita, accantonata per un attimo la questione legale con la ex compagna, l’ex ciclista si ritrova a dover fare i conti con una malattia seria, per la quale ha anche rischiato di morire.

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Ciclismo – L’ex corridore Mario Cipollini accusato da una donna di percosse. Lo sportivo l’avrebbe picchiata dopo un diverbio. È già scattata la denuncia ai danni del 51enne di Lucca – Franck Faugere

Grazie all’aiuto dell’amico e medico Corsetti, Cipollini si è sottoposto ad una serie di esami importanti dai quali è emersa una miocardite importante: “le biopsie hanno dato una risposta dura, miocardite linfocitaria. Malattia seria, non si scherza e può portare a estreme conseguenze. La mamma di un caro amico è morta per i postumi di questa malattia. I medici hanno scoperto che la mia è dovuta a un virus. Non c’è una cura, solo riposo totale. Riempio le giorate leggendo. Studio, m’informo. Sto bene, ma mi sento un po’ apatico: spero che a gennaio mi ‘liberino’. Sono a dieta: niente o pochissimi carboidrati- Faccio il padre a distanza, il bene delle mie figliole è l’unica cosa che mi interessa“, ha raccontato alla ‘rosea’.

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E’ strano, perchè da atleta pensi di essere sano, forte, perfetto. Invece non è così. Mi ero accordo che qualcosa non adanva perchè quando in salita spingevo 500 watt mi sentivo come un limitatore. Sono fortunato perchè ho al fianco un grande amico e un grande professionista come Corsetti. Come dice lui, che un po’ di paura me l’ha fatta venire, questa è una battaglia che vinceremo, ma va combattuta. Ho 52 anni e ancora un po’ di cose da fare nella vita. In un momento molto difficile mi sono trovato in ospedale nella miigliore situazione possibile. Al Lancini mi sono sentito come a casa anche sotto l’apetto morale, però ho vissuto momenti intensi che non immaginavo. L’esame che mi ha toccato di più è stata la coronarografia. Sul lettino mi sono sentito a notevole disagio. Ma il peggio è stato il giorno dopo, mi hannodovuto sedare“, ha aggiunto prima di concludere con una piccola parentesi su Marco Pantani: “Marco non si è ucciso, non lo avrebbe mai fatto, Marco è stato ucciso. Hai visto com’era conciato? Come fai a conciarti così da solo?“.

 

 

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About Rita Caridi (35814 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015


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