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AFP/LaPresse

Novak Djokovic fa mea culpa dopo l’eliminazione delle ATP Finals: il serbo sottolinea ciò che è andato storto e si rammarica per aver perso l’occasione di ritornare n°1

Un netto 4-6 / 3-6 maturato in appena 74 minuti, è quanto è bastato a Roger Federer per battere Novak Djokovic, eliminarlo dalle ATP Finals e impedirgli di diventare n°1 al mondo. Una sconfitta su tutta la linea per il campione serbo che lascia il Torneo dei Maestri con grande rammarico.

In conferenza stampa Djokovic non ha nascosto la sua amarezza: “non ha funzionato quasi nulla a dire la verità. Lui è stato senza dubbio il migliore sotto ogni punto di vista e ha meritato di vincere. Ha servito benissimo; si è mosso ed ha risposto al mio servizio altrettanto bene. Dal suo punto di vista direi che ha fatto tutto al meglio. Io sono stato troppo passivo. Non riuscivo a leggere il suo servizio. Davvero una brutta partita la mia. Se ho risentito del match contro Thiem? Forse sì, forse no. Non saprei, è stata dura perdere un match simile. Ho iniziato così bene questo torneo. Mi sentivo benissimo dopo avere giocato e vinto a Parigi. Le cose sono cambiate sul campo e ho perso fiducia cosa che Roger ha subito colto approfittandone alla grande. Diventare n°1 era un pensiero fisso e costituiva una grande motivazione per il finale di stagione ma ogni volta che scendi in campo sai che c’è qualche cosa in ballo. Quanto meno a questi livelli. Io sento pressione ed eccitazione in ogni incontro, specialmente quando gioco contro i migliori del mondo. Roger per me è una fonte di motivazione. Mi dimostra che è possibile riuscire a giocare ad alti livelli a 38 anni. Ho la più completa ammirazione per lui e per ciò che fa sul campo. Quello che ha fatto nella sua carriera è fenomenale, è un modello anche per me che sono un suo rivale e uno dei più duri avversari che abbia affrontato in carriera. Guardare ciò che ha fatto e ciò che sta facendo è ispirante“.

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