Alena Seredova come Giovannino: “quando sono nata ero coperta di squame! Pensavano avessi l’Ittiosi”

seredova Daniele Badolato / LaPresse

Il racconto di Alena Seredova: l’incontro con Giovannino ed il rischio di Ittiosi alla nascita

Da giorni ormai non si fa altro che parlare del caso del piccolo bambino ricoverato al reparto di terapia intensiva infantile dell’ospedale di Corso Spezia, affetto da Ittiosi Arlecchino. L’Italia si sta scoprendo ricca d’amore, con le infinite richieste di adozione per questa dolcissima creatura.

Una malattia rara, l’Ittiosi, che a volte viene confusa con un eccessiva secchezza, come accaduto ad Alena Seredova. L’ex moglie di Gigi Buffon ha infatti raccontato al Corriere della Sera che anche nel suo caso i medici subito dopo la nascita pensavano ad un caso di Ittiosi.

A Praga, i medici pensavano che avessi l’ittiosi anch’io. Quando mio padre mi vide nella culla dell’ospedale, tutta coperta di squame, fece un balzo all’indietro per lo spavento, poi cominciò a piangere. La mia pelle era tutta secca, come rivestita da una corazza ruvida e irregolare. I medici parlarono di ittiosi, ma l’ittiosi arlecchino che ha Giovannino, purtroppo per lui, è una malattia rara per la quale non si conosce cura. Io, invece, ero solo nata con la pelle molto asciutta perché ero stata troppo in pancia: 42 settimane bella comoda. Fecero quello che oggi fanno a Giovannino: lo ungono per dare sollievo alla pelle che tira. Per una settimana, mi ungevano tutti i giorni, immergendomi in una bacinella di olio emolliente. Dissero a mia madre che sarei sempre stata male, che non avrei potuto prendere il sole. Poi, la mia pelle fece la muta, come quella di un serpente, e non ho mai avuto problemi cutanei di alcun tipo“, ha raccontato la modella.

Alena Seredova ha poi aperto una parentesi su Giovannino, che ha avuto il piacere di incontrare qualche mese fa: “l’ho visto a settembre… Mi hanno presentato questo cucciolo, mi hanno raccontato la sua storia e vederlo è stato un momento molto forte… Ho capito che deve essere una patologia molto dolorosa: la pelle è talmente secca che si rompe, fa le piaghe. Ma medici e infermieri lo tengono sempre unto e, quando l’ho conosciuto, non sembrava sofferente, non piangeva. Si vedeva che era curato con amore. Ho incontrato un bimbo molto vispo, super sveglio“, ha concluso.

 

 

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About Rita Caridi (35814 Articles)
Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015


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