L’AD del Bayern Monaco ha ricordato il momento in cui ha dovuto dire ad Ancelotti che non sarebbe più stato l’allenatore dei bavaresi

L’esperienza di Carlo Ancelotti sulla panchina del Bayern Monaco è durata poco meno di due anni, dal 19 dicembre 2015 al 28 settembre 2017, finché la dirigenza bavarese non decise di esonerarlo dopo una pesante sconfitta contro il PSG in Champions League.

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Una decisione di cui oggi Rummenigge pare essersi pentito, come ammesso durante il convegno ‘Karl, voce del verbo vincere” al Teatro Sociale di Trento, nell’ambito della seconda edizione del Festival dello Sport: “Ancelotti? Forse dovevamo aspettare di più. E’ un buon allenatore, dopo un anno e mezzo però le cose non andarono troppo bene e i risultati non erano nelle aspettative. E’ una brava persona, sono suo amico, ha una tranquillità incredibile. Ho visto tanti allenatori bravi tecnicamente, lui era sempre tranquillo, anche nei momenti difficili. Forse dovevamo aspettare un po’ di più, però venivamo da una sconfitta con il Psg. Carlo è un grande personaggio, ricordo che, quando toccò a me dirgli che era finita, mi venne quasi da piangere e lui si alzò, mi abbracciò e mi disse: ‘va bene, non sei più il mio boss ma sei sempre un mio amico’“.