Nicolò Zaniolo
Luciano Rossi/LaPresse

La Roma supera 2-1 il Milan e vede la zona Champions: altra prova incolore dei rossoneri che buttano via una gara a causa della scarsa concentrazione

Roma-Milan, ore 18:00 treno in orario sul binario Europa. Un’occasione da non sbagliare, scontro diretto fra due squadre con ambizioni di alta classifica ma che fin qui hanno pagato un inizio di stagione complicato. Entrambe con un allenatore nuovo in panchina (il Milan addirittura con due), alle prese con diverse difficoltà stagionali: infortuni e poco cinismo per i giallorossi, crisi di gioco e risultati per i rossoneri. Tre punti pesantissimi in palio, per dare una sterzata alla stagione e ricevere una bella iniezione di fiducia.

Nicolò Zaniolo
LaPresse/AS Roma/Fabio Rossi

Sono i risultati che ottiene la Roma, uscita vincitrice per 2-1 dal match dell’Olimpico. Nonostante le tante defezioni fisiche e la stanchezza della sfida di Europa League del giovedì, la formazione capitolina tiene bene il campo e colpisce il Milan in contropiede, sfruttando gli errori della retroguardia rossonera prima con Dzeko sugli sviluppi di un corner e poi con Zaniolo nella ripresa. Fonseca ottiene una vittoria convincente, al termine di una gara giocata in maniera concreta in entrambe le fasi. Buone le risposte ottenute da Pastore, sempre positive le prove di Dzeko e Zaniolo, le due colonne sulle quali si basa il futuro della Roma che sale a quota 16 punti a -1 dal Napoli e dalla zona Champions.

Spada/LaPresse

Analizzare la situazione in casa Milan appare assai complicato, forse anche per lo stesso Pioli. Partiamo dunque dalle (poche) note positive. Il nuovo modulo utilizzato, con la linea a 5 a centrocampo, esalta le qualità offensive di Theo Hernandez risultato, gol a parte, il migliore dei suoi. Il Milan sembra più propositivo in attacco, vera pecca della gestione Giampaolo, ma la manovra offensiva risulta spesso confusionaria visto lo scarso cinismo di Leao, sempre intraprendente ma fumoso in zona gol, e la scarsa verve realizzativa di Chalanoglu e soprattutto Suso. A questo va aggiunta una poca concentrazione in fase difensiva che permette agli avversari di punire i rossoneri alla prima occasione utile.

Il problema più grande il Milan lo ha nella testa dei propri giocatori. Ne è lo sfortunato simbolo Calabria: suo l’assist per il gol di Theo Hernandez a pochi minuti dall’ingresso in campo, suo l’errore che ha portato al gol di Zaniolo pochi minuti dopo. Serve maggiore solidità mentale, carattere e fiducia per ribaltare le sorti di una stagione che sembra naufragare verso il fallimento.