Gonzalo Higuain
Marco Alpozzi/LaPresse

Maurizio Sarri plasma la Juventus a sua immagine: qualità e intensità, cambiano moduli e uomini, ma il risultato è sempre lo stesso. Leverkusen dominato e primi 3 punti in Champions League

Dopo un inizio di stagione con qualche titubanza sul piano del gioco, la Juventus sta inziando ad assimilare la filosofia di gioco di Maurizio Sarri. Cambiano i moduli, cambiano gli uomini, ma il risultato a fine partita resta sempre la vittoria.

Gonzalo Higuain
Marco Alpozzi/LaPresse

Cresce la qualità, gara dopo gara, segnale inequivocabile della mano del proprio allenatore. Ne è la prova la gara di Champions League contro il Leverkusen, squadra fisica e con un discreto talento negli uomini offensivi, dominata in lungo e in largo nonostante il maggior possesso palla. Gioco sterile quello dei tedeschi, ingabbiati dall’intensità dei bianconeri che si scatenano nella metà campo offensiva. Higuain, rigenerato dall’allenatore che meglio sa come farlo rendere al meglio, apre le danze. Raddoppia Bernardeschi, chiude la gara Cristiano Ronaldo: per il portoghese sono 130 gol nelle coppe, 127 in Champions League. Primi 3 punti in Champions League e primato nel girone alla pari con l’Atletico dopo due gare.

Risultato a parte, la forza della Juventus si denota nella capacità di cambiare pelle e restare vincente. Sono tornati Szczesny e Alex Sandro nella retroguardia, turno di riposo per i nuovi Rabiot e Ramsey in mediana, davanti Higuain preferito a Dybala e Bernardeschi riproposto nel tridente: dal 4-3-1-2 visto contro il Brescia si passa al 4-3-3, due moduli che Sarri conosce bene e che i bianconeri stanno imparando a padroneggiare. Una rosa lunga e ben assortita rende il tutto più semplice, a patto che anche uno come Sarri, che storce il naso alla parola turnover, provi ad adattarsi come la sua squadra. La capacità di adattamento è segno di intelligenza, calcistica e umana.