protesta cile
AFP/LaPresse

A causa delle violente proteste scoppiate in Cile nei giorni scorsi, anche il campionato di calcio è stato costretto a fermarsi: la Federazione cilena ha sospeso le partite dal giovedì al lunedì

Dal 18 novembre in Cile la gente si è riversate per le strade in segno di protesta contro il governo del presidente conservatore Sebastián Piñera. Il motivo scatenante è stato il minimo aumento del costo del biglietto della metropolitana (da 0,98 a 1,02 euro circa) usato come pretesto per esprimere il malcontento della popolazione in merito alle disuguaglianze economiche e sociali. Proteste che hanno portato alla morte di 15 persone.

In un clima rovente, nel quale è stato anche istituito il coprifuoco, in una situazione che ricorda pericolosamente il periodo buio della dittatura Pinochet, il calcio ha deciso di fermarsi. La Federcalcio cilena, per ragioni di sicurezza, ha sospeso le partite da giovedì 31 ottobre a lunedì 4 novembre spiegando in una nota: “non possiamo essere estranei a quello che sta accadendo e alla realtà quotidiana che stanno vivendo migliaia di cileni e di cilene“.