valentino rossi
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Il pilota della Yamaha ha fatto un excursus della sua carriera, indicando le dieci vittorie più belle conquistate alla vigilia del 400° Gran Premio

Una carriera iniziata esattamente il 31 marzo del 1996, giorno in cui Valentino Rossi fece il suo debutto nel Motomondiale a Shah Alam, in Malesia. Sono passati 23 anni e ben 399 Gran Premi, con il 400° pronto ad essere vissuto a Phillip Island.

valentino rossi
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Il Dottore non se li ricorda tutti quanti, ma nella mente ha incastonato quelli belli, in cui si è divertito di gusto: “ricordo solo quelli belli, anzi no, anche qualche gara brutta. Ho una buona memoria, però, per le moto” le sue parole alla Gazzetta dello Sport. “Se devo pensare alle dieci vittorie più belle della mia carriera, le prime tre le ho belle chiare in mente. Davanti a tutte c’è la prima vittoria con la Yamaha, Sud Africa 2004. Quello di Welkom è stato un momento importantissimo della mia carriera, il giorno dove il ‘mito’, che magari suona brutto da dire, ma il mito di Valentino Rossi è esploso. Ho lasciato la Honda che allora era la moto superiore a tutte, molto più di adesso, tanto che dicevano che se non avevi la Honda non potevi vincere, e sono andato alla Yamaha che in quel periodo era veramente in difficoltà. A ripensarci adesso, sono stato veramente matto, uno scemo. Non è stata una cosa molto intelligente, ma la rifarei di brutto, perché è stata la cosa più importante della mia carriera. Un conto era continuare a vincere con la Honda, e a volte sinceramente ho dei ‘rimpianti’, perché mi dico, ‘quante cazzo di gare avrei vinto se fossi rimasto altri 5 anni?’. Magari avrei anche battuto Agostini. In Yamaha magari ne ho anche vinte di meno, però sono state le più belle. Quindi ho fatto bene. In quel periodo ero, non dico matto, ma molto coraggioso. Questa vittoria è il coronamento della prima parte della mia carriera. È il momento più bello e finisce alla fine del 2005, il periodo in cui ho dominato, 10-12 vittorie l’anno, 100 punti di vantaggio, eccetera… Poi c’è stata una flessione. Nel 2006 e 2007 non ho più vinto e solitamente quando non si vince più dopo che hai vinto già 5 Mondiali MotoGP, vuol dire che è fatta. Dicevano: ‘Basta, Valentino è finito. Ha fatto la sua carriera, ha vinto 7 Mondiali in totale, ha eguagliato Mick Doohan… Ormai è andato“.

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Da lì invece Valentino Rossi è ripartito: “nel 2008 e 2009 ci sono state le altre due gare da me preferite. Come seconda metterei Laguna Seca 2008, perché nel 2007 è arrivato quello che mi doveva rimpiazzare, ovvero Casey Stoner, il nuovo Valentino Rossi, che mi ha battuto con la Ducati. Ma a quel punto ho fatto un’altra scommessa, dopo quella Yamaha: ‘Se date le Bridgestone anche a me lo frego, anche se è più giovane’. Laguna Seca è stata la resa dei conti con Stoner, la gara che mi ha fatto vincere il Mondiale. Andava fortissimo nelle prove, aveva dominato, partiva in pole… Batterlo lì è stato veramente un highlight della mia carriera. In quell’anno, prima che me lo dimentichi, ne metterei un’altra, che però non entra tra le tre: la Cina. Perché sono tornato alla vittoria dopo un lungo periodo, ed è stata la prima con le Bridgestone. È stato ancora più bello, perché le prime 3-4 gare ero andato male e quindi tutti a dire ‘ah ecco, vedi? È un coglione, anche con le Bridgestone prende paga’… E poi era arrivato Lorenzo, che aveva le Michelin, aveva fatto 3 pole nelle prime 3 gare e vinto in Portogallo… ‘Vale ormai non c’è più, oltre a Stoner è Lorenzo il suo erede’ dicevano. Invece ho vinto in Cina, e da lì si è ripartiti“.

Riguardo la terza gara più bella in carriera, Valentino Rossi non ha dubbi: “Barcellona 2009. Nel 2008 ho battuto Stoner, il quale poi ha avuto dei problemi, anche perché la Yamaha per me andava meglio della Ducati. Ma nel 2009 c’era Lorenzo, il nuovo nuovo Valentino Rossi. Quindi già ce n’erano due. Lorenzo tosto, fortissimo, grande talento, molto convinto e concentrato. Dopo Barcellona eravamo a pari punti, lui, Stoner e io, tutti a 106. Ma lì è stata un’altra resa dei conti, lotta tutto il weekend all’ultimo sangue con Lorenzo, con sorpasso all’ultima curva. Io ero molto bravo nei testa a testa, e lui dichiarava ‘adesso voglio Valentino, prima o poi lo prendo all’ultimo giro, sono pronto a fargli il culo’. E invece l’ho fregato io. Quello è stato un super sorpasso, emozionante. Altri momenti importantissimi i due Mondiali 125 e 250 con l’Aprilia. Brno 1997, la prima volta che diventi campione. Ma io metterei anche Brno 1996, che è la prima vittoria. E la prima non si scorda mai“.

lin jarvis
Alessandro La Rocca/LaPresse

Infine il salto in avanti nel tempo: “la Yamaha resta di Lorenzo dopo gli infortuni alla gamba e alla spalla, quindi i due anni con la Ducati… Lì sembravo veramente alla fine. Io però ci credevo. Ma nel 2013 avevo 33 anni, e per molti dovevo già essere finito nel 2005. Invece, in ginocchio, sono riuscito a farmi riprendere dalla Yamaha, dove non mi volevano dopo una divisione diciamo un po’ brusca. All’inizio era un ‘no, non te la do, finito’. E, sinceramente, se non mi avessero ridato la Yamaha avrei smesso di correre. Poi Jarvis venne a casa mia. Lin lì è stato bravo, abbiamo ricominciato a parlare. Tra i giapponesi c’era chi, come Nakajima, che diceva no, ma altri spingevano per un ritorno. Alla fine ce l’abbiamo fatta. E la vittoria ad Assen 2013 è uno di quei momenti che possiamo mettere in queste 10. Anche perché la vittoria precedente risaliva a Sepang 2010, il giorno in cui Lorenzo aveva conquistato il titolo. Erano passati due anni e mezzo, è stato bello. Se devo scegliere 10 momenti, direi che con questi ci siamo“.