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Accusato indirettamente da Dovizioso di aver anteposto i propri interessi alla sicurezza del gruppo, Marquez ha replicato duramente al ducatista

Scintille tra Andrea Dovizioso e Marc Marquez dopo il rinvio delle Qualifiche del Gran Premio d’Australia, spostate a domattina per il forte vento abbattutosi sul circuito di Phillip Island.

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Il pilota della Ducati ha accusato indirettamente lo spagnolo e altri colleghi di aver anteposto i propri interessi personali alla sicurezza del gruppo in Safety Commission, ricevendo la replica sdegnata del campione del mondo: “in Safety Commission sono stati esposti due temi, se fosse possibile guidare ed il livello di rischio. Scendere in pista era possibile, ma il rischio era alto. Domani abbiamo una gara e non ha senso rischiare molto. I piloti che giravano in gruppo si sono lamentati di più di quelli che invece giravano soli. In gruppo c’erano più turbolenze che potevano condizionare la guida. Le accuse di Dovizioso? Io avevo ben poco interesse personale, il mio lavoro l’ho fatto. Non ho avuto nessun problema con la cancellazione delle qualifiche, ma se domani c’è lo stesso vento, che succede? Se oggi è pericoloso, lo è anche domani. Su questo circuito lo scorso anno non tirava vento, ma io sono finito fuori e si è generata una scia su Zarco, che mi è piombato addosso da dietro. Il vento si nota maggiormente alla fine del rettilineo principale, quando si esce dalla zona della tribuna“.

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Al sito ufficiale Honda, Marquez ha poi aggiunto: “era molto pericoloso correre oggi, c’era vento e vista la velocità che si raggiunge su questo circuito, si sente tanto. Quando ero da solo, il vento si sentiva, ma si sentiva ancora di più durante i sorpassi. Non c’era bisogno di correre rischi in qualifica, era giusto stabilire un limite per andare in pista e alla fine lo faremo domani. Sarà una giornata intensa con warm up, qualifiche e gare ma non è la fine del mondo“.