Marquez
AFP/LaPresse

Dopo aver vinto l’ottavo Mondiale, Marc Marquez pensa al record di 15 di Giacomo Agostini: primato complicato da eguagliare, ma lo spagnolo si ispira a Nadal e Messi, campioni in grado di superare i propri limiti

A Buriram Marc Marquez ha avuto la certezza matematica di essere, nuovamente, campione del mondo di MotoGp. Un titolo che sentiva già suo da tempo, ma che al termine del Gp della Thailandia lo ha fatto entrare una volta di più nella storia delle due ruote. Dopo aver vinto l’ottavo Mondiale in carriera, il termine di paragone resta Giacomo Agostini e il suo record di 15 titoli iridati: un primato che Marquez, avendo solo 26 anni, potrebbe tranquillamente eguagliare.

Lo spagnolo però resta con i piedi per terra, anche se due suoi idoli come Nadal e Messi hanno dimostrato di potersi sempre migliorare abbattendo record su record: “vado molto d’accordo con Agostini e ho sentito le sue dichiarazioni. Non mi piace la parola impossibile, non lo dirò mai, ma è quasi impossibile. Significa vincere il doppio di quello che ho ottenuto finora. Io non sono mai stato ossessionato da un numero o un nome, mi godo solo la mia passione per le corse. Sono molto fortunato di fare questo lavoro e cerco di farlo al meglio. Questo è stato un anno molto buono e sarà difficile migliorarlo. Ma uno dei miei idoli è Rafa Nadal e quando lo vedi in una partita e ti chiedi cosa può fare di meglio, lui fa sempre un nuovo passo avanti. Anche quando Messi segna un gol pensi che non può fare di meglio, poi ne segna un altro ancora più bello. Provo a modellarmi su di loro, che migliorano sempre“.