Lorenzo
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Lo spagnolo ha tracciato un bilancio della propria stagione, ammettendo di aver pensato al ritiro per qualche giorno

Una stagione tribolata, resa ancora più complicata dagli infortuni che non gli hanno dato tregua nell’arco dell’intero Mondiale. Jorge Lorenzo continua a faticare in sella alla Honda, una moto progettata per un altro pilota e a cui ha dovuto adeguarsi senza poter incidere.

jorge lorenzo
Alessandro La Rocca /LaPresse

Il compagno di squadra adesso è campione del mondo, lui ultimo e staccato di due secondi. Una situazione paradossale che lo spagnolo sta cercando di risolvere in ogni modo, senza arrendersi mai. Intervistato da Motorsport.com, il maiorchino ha tracciato un bilancio della sua stagione: “non sono mai stato al 100% fisicamente. Sono già arrivato ai test di Valencia e di Jerez con dei problemi ai legamenti della mano. E in quel caso non era andata male, perché quella moto (quella del 2018) mi è piaciuta molto. Il problema è quella nuova, che non mi dà fiducia nelle curve. Andavo più forte sul rettilineo, ma nel complesso ero più lento. A quel punto ho dato le mie istruzioni, ma probabilmente era troppo tardi, perché l’intenzione della Honda era di continuare con quel motore. Marc ha saputo adattarsi ed ha trovato un modo per contrastare quel deficit, mentre io e Crutchlow abbiamo sofferto di più che se avessimo continuato con la moto vecchia. Quello che vorrei fare sarebbe provare a progettare una moto che non possa essere guidata solo da un pilota“.

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Il fondo del barile sembra essere stato già raschiato secondo Lorenzo: “non posso andare peggio. La mia versione migliore? Questa disciplina conferma il detto “a cani magri, mosche ingorde”. Ti senti male, questo influisce sulla tua sicurezza e tutto peggiora. Quando la moto cambia un po’, riacquisti un po’ di fiducia ed inizi a credere in te stesso, tutto si raddrizza e migliori di più di quello che le novità ti portano realmente. Questo non accade solo nello sport, ma nella vita in generale. Pensi: Lorenzo è a due secondi da Marquez e sembra molto. Ma tutto può cambiare in breve tempo. A Jerez, nel pre-campionato, senza conoscere la moto, ho girato veloce come lui. Perché? Perché quella moto mi ha dato sensazioni migliori ed ero a mio agio su quella pista.  Questa situazione è critica perché sono sempre stato abituato a vincere. Ma se faccio una valutazione più ampia di tutto ciò che ho realizzato nella mia carriera, mi considero un ragazzo molto fortunato”.

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Alessandro La Rocca /LaPresse

Lorenzo poi ha svelato di aver avuto dei dubbi sulla propria carriera: “quando sono tornato dall’infortunio alla schiena, ho avuto molti dubbi. In effetti, il piano che abbiamo iniziato a progettare in Giappone, per migliorare la moto in vista dell’anno prossimo, è ancora in piedi. Se quei cambiamenti funzioneranno o meno, non lo so. Ma l’intenzione è di metterli in pratica, me lo hanno confermato. Ad un certo punto avevo dei dubbi sulla mia carriera e l’ho fatto sapere alla Honda. Quando li ho risolti, ho comunicato che la mia intenzione era di continuare con il progetto. Da lì, la decisione è della Honda. Non posso cambiare quello che è successo e quello che provo. Cerco di fare del mio meglio ogni volta che esco in pista, ma a volte il mio meglio è deludente. Ma quel livello è ciò che il mio feeling sulla moto mi permette in questo momento, quindi non so come dare di più. Convivenza più difficile con Marquez o Rossi? Con nessuno dei due, ciò che il mio compagno di squadra dice o fa non mi ha mai influenzato. Ma entrambi sono grandi campioni e non concedono nulla al loro partner. Anche io sono così. Ho firmato con la Honda e sono un combattente, che vuole raggiungere gli obiettivi prefissati. Fino a qui li ho raggiunti nella mia carriera e, se non ce la facessi, sarebbe la prima volta“.