Davide Re
AFP/LaPresse

L’Italia della staffetta maschile 4×400 sesta ai Mondiali di atletica 2019: l’oro agli Stati Uniti

Solo nel 1983, nell’edizione inaugurale dei Mondiali, ad Helsinki, l’Italia seppe fare meglio. Fu quinta, con Stefano Malinverni, Donato Sabia, Mauro Zuliani e Roberto Ribaud, in 3:05.10. Tra le nazionali in gara Unione Sovietica, Cecoslovacchia e Germania Ovest, paesi che non esistono più. Oggi, trentasei anni dopo, la maglia azzurra di Edoardo Scotti taglia il traguardo da sesta (3:02.78), in una finale che disegna una geografia dell’atletica (e del mondo) completamente diversa. Vincono, come da copione, gli Stati Uniti (quattordicesima medaglia d’oro!) in 2:56.69, su Giamaica (2:57.90) e Belgio (2:58.78). Lo staff tecnico azzurro, nel tentativo di tenere il quartetto italiano agganciato alla gara, rimescola le carte, schierando Davide Re in prima frazione; ma il ligure mostra, inevitabilmente, le prima scorie del Mondiale, correndo una frazione non all’altezza delle precedenti. In ogni caso, l’Italia è in piena corsa, ben sorretta da un ottimo Vladimir Aceti, che pur in difficoltà nel finale, è bravo a gettarsi subito nella mischia. L’Italia è in lotta con Gran Bretagna e Francia nel momento in cui si lancia Matteo Galvan. Ancora una frazione di cuore e grinta per il passaggio del testimone nelle mani del 19enne Edoardo Scotti, con i britannici costretti al ritiro per una caduta e con gli azzurri a caccia dei Francesi. Scotti si mette sulle tracce del transalpino e lo liquida sul rettilineo finale, con una frazione che lascia intravedere tutta la sua classe. Il record nazionale di 3:01.37, vecchio di oltre 33 anni, che era uno degli obiettivi di oggi, resta intatto. In attesa del nuovo attacco, che avverrà non prima del prossimo anno. Esaminando ancora il percorso statistico della nazionale italiana in questa specialità, va detto che, 1983 a parte, prima di oggi solo in un’altra occasione il nostro quartetto si era collocato in una finale mondiale, nel 1997. E che in questa specialità mancavamo da sei edizioni dei Mondiali (ultima volta: nel 2005). Bentornata Italia del miglio.