giampaolo
Spada/LaPresse

Marco Giampaolo fa il punto della situazione in casa Milan alla vigilia della sfida contro il Genoa: l’allenatore rossonero punta su Piatek nonostante la carenza dei gol e parla di ‘lavoro mentale’ da fare sulla squadra

Giampaolo torna nel suo ‘Luigi Ferraris’, lo stadio nel quale ha disputato tante partite come allenatore della Sampdoria, vestendo questa volta i panni di allenatore del Milan. Di fronte il Genoa, avversario nel ‘Derby della Lanterna’ che questa volta potrebbe condannarlo all’esonero in caso di risultato negativo.

Piatek
Spada/LaPresse

In conferenza stampa Giampaolo non nasconde le difficoltà del Milan, da superare come gruppo e non singolarmente. L’allenatore rossonero punta su Piatek in attacco, nonostante la carenza di gol e spiega di aver lavorato sulla solidità mentale della propria squadra: “siamo secondi in campionato per possesso palla dietro il Napoli, e primi per supremazia territoriale. Purtroppo mancano gli ultimi 20 metri per fare bene, ma le caratteristiche per attuare un certo tipo di calcio ci sono tutte. Piatek? Il Milan non può rinunciare alla sua punta più prolifica, anche se in questo inizio di campionato è andato a vuoto alcune volte. Chi li fa i gol, altrimenti? Occorre fare affidamento su Kris, poi è ovvio, può succedere lungo una stagione che stia fuori qualche volta per tirare il fiato. Deve stare lì, soffrire e prendersi responsabilità. I giocatori più importanti devono stare in trincea.

Se mi sento a rischio? Non bisogna ragionare con l’io, ma con il noi. Io ho la responsabilità di fare bene per il Milan, non per me stesso. Gli interessi individuali non contano nulla. Le sconfitte minano il morale dei calciatori, devi ricostruire l’aspetto mentale, capire dove si è sbagliato, cercare confronti individuali e di gruppo. Ecco, in settimana abbiamo fatto tutte le strategie possibili, senza nascondersi. Questa squadra ha ampissimi margini di miglioramento, la vera battaglia da vincere è il coinvolgimento mentale. Nelle difficoltà la prima cosa che fa un essere umano è alzare l’attenzione. Ogni pallone dovrà essere l’ultimo… Anche una rimessa laterale.

Giampaolo
Spada/LaPresse

I giocatori devono dare la vita per la maglia, non per me. Da loro colgo sempre grande entusiasmo, manifestato da molti calciatori anche in privato. La squadra credeva e crede in me. Poi, è ovvio, le sconfitte minano il percorso e ora occorre stare attenti ai particolari e ai dettagli. In generale, comunque, sarei molto prudente dall’esterno nel dare giudizi definitivi, anche se lo stanno facendo molti. Andrei cauto nell’esprimersi in una direzione o nell’altra. La contestazione dei tifosi? Non la discuto, è giusta. L’importante adesso è che questo pallone non pesi e non scotti“.