matteo trentin

A tutto Matteo Trentin: il ciclista azzurro racconta la sua profonda delusione dopo l’argento mondiale

E’ passato un mese da quel deludente secondo posto di Matteo Trentin ai Mondiali di ciclismo su strada dello Yorkshire. Il ciclista italiano ha regalato emozioni fortissime nella volata finale a tutti i tifosi azzurri, ma si è dovuto arrendre a Pedersen, nuovo campione del mondo.

Trentin
AFP/LaPresse

Una volata che per Trentin stava diventando più che una ‘semplice’ delusione: “ci ho ripensato tante, troppe. Stava diventando un’ossessione. Poi ho capito… Mi stavo infilando in un tunnel pericoloso, continuavo ad avvitarmi inutilmente. Mica cambiava l’ordine d’arrivo. Un po’ mi girano ancora, lo ammetto. Ma sono anche realista e dico: lui ne aveva più di me. Ho perso in modo netto, mica al fotofinish“, ha raccontato il vicecampione del mondo alla ‘rosea’

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Volata? Non c’è stata, lui mi ha passato a doppia velocità. Ecco perché è inutile pensarci ancora. A Bergen nel 2017 ho sbagliato i tempi dello sprint, buttando via una medaglia (finì quarto, ndr). In Inghilterra, no. A livello sportivo passa alla storia chi lo vince, diverso è un argento olimpico, quello resta. L’oro era alla mia portata, da qui la delusione. E comunque quel giorno il più triste non ero io…“, ha continuato Trentin prima di ammettere che anche la sua dolce metà ha accusato il colpo: “continuava a piangere. Mi è toccata consolarla. Meglio così, almeno mi sono distratto“.

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Ma sì, guardiamo avanti. La stagione è finita, posso divertirmi con i miei figli, giocare con loro… Sa, sono il terzo bambino della casa. Ora c’è Halloween, faremo dolcetto o scherzetto. E poi mi piace travestirmi da Batman. Con Claudia invece… una bella cena al ristorante per festeggiare l’argento. A me piace mangiare, non mi tiro indietro. Il menù? Pesce, vino bianco e per chiudere tiramisù. E si brinda pure ai prossimi obiettivi. Nel 2020 ci sono gli Europei in Trentino, casa mia. Quella maglia mi dona (l’ha vinta nel 2018, ndr). Poi il sogno sarebbe una classica monumento, tipo Fiandre o Sanremo. Il Giro? Dipende dai programmi della squadra, il percorso non l’ho studiato nei dettagli, ma la tappa di Cesenatico è nelle mie corde. E poi c’è il Mondiale: nel 2020 non fa per me, ma ne 2021 ci riprovo. Eccome se ci riprovo“, ha concluso.

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