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Matteo Berrettini entra per la prima volta in carriera in top 10: 12 mesi fa era 53° al mondo, adesso è 9°! Come lui solo Panatta, Barazzutti e Fognini

Finalmente l’Italia cala il poker. La storia del tennis azzurro ha il suo quarto alfiere in top 10. Il primo fu lo straordinario Adriano Panatta nel 1973, raggiunto 5 anni più tardi da Corrado Barazzutti. Ci sono voluti invece ben 41 anni per avere un terzo azzurro frai i migliori 10, Fabio Fognini, appena 3 mesi fa.

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Il quarto nome è arrivato quest’oggi: Matteo Berrettini.  Il giovane tennista romano solo 12 mesi fa era numero 53 al mondo, ben lontano dalla classifica dei migliori 10 che vede top player del calibro di Djokovic, Nadal e Federer. Dopo un anno di duro lavoro e grandi risultati è arrivato il giusto premio a suon di grandi traguardi: la semifinale agli US Open sicuramente il più importante, non da meno quella del Masters 1000 di Shanghai e le dolci vittorie a Stoccarda e Budapest. Importanti anche le sconfitte, come la ‘lezione di Wimbledon’ impartitagli da Roger Federer che lo ha fatto crescere.

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Grazie alla semifinale di Vienna, Berrettini è diventato il 168° tennista top 10 della storia, il 6° del 2019 dopo Stefanos Tsitsipas, Fabio Fognini, Karen Khachanov, Daniil Medvedev e Roberto Bautista Agut. L’obiettivo adesso è finire fra i migliori 8 in corsa per le ATP Finals di Londra e diventare il terzo italiano, dopo Panatta nel 1975 e Barazzutti nel 1978, a giocare il Torneo dei Maestri: un posto che il n°1 d’Italia merita di diritto.