La nuova vita a Cagliari e l’addio all’Inter, a tutto Nainggolan: “strano non calcolare più un giocatore che…”

LaPresse/Alessandro Tocco

Il centrocampista belga ha parlato della sua nuova avventura a Cagliari, soffermandosi anche sulle sue esperienza alla Roma e all’Inter

Radja Nainggolan è tornato a casa, il centrocampista belga infatti si è ripreso la maglia del Cagliari nel corso dell’ultima finestra di mercato, spinto anche dalla decisione dell’Inter di non contare più su di lui.

nainggolan

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Una situazione strana, che il Ninja è riuscito a girare a proprio favore, tornando nella squadra in cui è cresciuto come uomo e calciatore. Intervistato da “La Repubblica”, Nainggolan ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a scegliere i colori rossoblù: “qui sono diventato uomo, e giocatore di calcio. E’ come tornare a casa. Cagliari è piccola, passeggio in centro, mangio una cosa fuori, vado dove mi porta il giorno. E ho trovato un club che vuole diventare più grande a livello internazionale, prima ci lavoravano poche persone, ora il Cagliari dà lavoro a tanta gente: vogliono migliorarsi, c’è lo stadio, un settore giovanile forte. Mia moglie? Claudia è una donna forte e sta cercando di trasmettere pubblicamente un messaggio. Vuol far capire che non bisogna vergognarsi, sono cose che bisogna combattere, una volta che ce le hai l’unica uscita è quella“.

Conte

Marco Alpozzi/LaPresse

Domenica ci sarà la sfida contro la Roma, un club rimasto nel cuore di Nainggolan: “difficile diventare una bandiera dopo Totti e De Rossi. Ma se mi chiedete se avevo pensato di chiudere la carriera a Roma dico tranquillamente di sì. Lì ero felice, davo l’anima, avevo tutto quello che volevo. E’ stata una grande delusione andar via. Ma nella vita a volte le strade si riuniscono. Non ho mai pensato allo scudetto: non ho vinto niente ma non mi interessa, non cambierei nulla della mia carriera. Meglio stare dove mi apprezzano e mi vogliono bene. L’Inter? Secondo me in quella squadra ci potevo stare. La società su di me aveva preso una decisione. Conte? Alla società aveva chiesto dei giocatori. E se vuoi ottenere qualcosa devi anche dare. E’ strano trattare due anni fa un giocatore dicendo che non ne puoi fare a meno e due anni dopo non calcolarlo più“.

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About Ernesto Branca (31021 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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