A tutto Ibrahimovic: “in Serie A farei ancora la differenza. Il Milan? Mi spiace, ma la qualità non è gratis”

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L’attaccante svedese ha parlato a margine dell’inaugurazione della sua statua a Malmoe, ammettendo di poter fare ancora la conferenza in Serie A

Giornata speciale per Zlatan Ibrahimovic, che a Malmoe oggi ha svelato la statua costruita in suo onore. Tanta gente per assistere alla cerimonia, tra cui tanti giovani invitati sui social dallo svedese a saltare la scuola per essere presenti.

Ibrahimovic

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Al termine dell’evento, il giocatore dei Galaxy si è concesso ai microfoni di Sky Sport, partendo dalla Serie A: “per come mi sento e per come gioco, faccio ancora la differenza, in Italia e in tutti i paesi. Ritiro? Vediamo, ci sono tante cose a cui pensare, come vedere fisicamente che opportunità c’è. Ma per giocare in Italia, non vedo nessun problema, faccio meglio di quelli che ci sono. La Juve secondo me sta facendo grandi cose, è il simbolo del calcio italiano, anche per i calciatori e per le individualità che ci sono in squadra. L’Inter ha un grande allenatore, sta spingendo un po’, anche tanto. Altre squadre ci stanno provando ma, secondo me, non sono a livello della Juventus. Un po’ dietro la Juve, c’è l’Inter, secondo me. Il Milan? Mi dispiace tanto, perché per me il Milan deve essere un club top, non solo come risultati, ma anche come investimenti. Deve avere i migliori giocatori che ci sono nel mondo. Però, oggi non mi sembra che la situazione sia così. Secondo me, devi fare degli investimenti, perché tutto arriva dal proprietario, da chi sta sopra e comanda. Se non fai investimenti, non arrivi da nessuna parte, perché la qualità non è gratis“.

Ibrahimovic

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Ibrahimovic poi ha ammesso che tornerebbe a lavorare volentieri con Ancelotti: “ho un bel rapporto con lui, è un grande allenatore ma, soprattutto, è una grande persona. Ho avuto la fortuna di conoscere prima la persona e poi di lavorare con lui, di averlo come allenatore. Mi spiace sia durato solo un anno, avrei voluto più anni, perché era un bel periodo per la mia carriera e, secondo me, anche per lui. Obiettivi? Speriamo di vincere i play-off perché in America c’è un altro sistema, funziona in un altro modo, non è solo tipo un campionato, ma devi entrare nei playoff e, una volta entrato, o vinci o perdi. Adesso, però, una partita alla volta“.

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About Ernesto Branca (30840 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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