calcio femminile giordania

Durante un match di calcio femminile in Giordania una giocatrice perde l’hijab durante un contrasto, le avversarie la circondano per permetterle di sistemarsi

Il calcio che unisce, il calcio che supera le barriere politiche e mette a tacere pregiudizi, azzerando le diversità. In uno sport macchiato sempre più da episodi di violenza e razzismo, il messaggio che arriva dalla Giordania è di quelli che fanno riflettere, riportando sotto i riflettori quelli che dovrebbero essere i veri valori da praticare.

calcio femminile giordaniaPartita del campionato femminile della Giordania tra Shabab Al Ordan e Amman Club, in un contrasto una giocatrice di casa perde l’hijab, rimanendo davanti agli occhi degli spettatori con i capelli parzialmente scoperti. Alcune componenti della squadra ospite non ci pensano su due volte e, immaginando l’imbarazzo della propria avversaria, la accerchiano e la coprono da sguardi indiscreti, permettendole di sistemarsi nuovamente il velo per tornare a giocare. Un video non recente, che risale bensì al 2018 ma pubblicato in questi giorni sui social, diventato immediatamente virale per il messaggio profondo che lascia trasparire. La fotografia di quello che dovrebbe essere il mondo del calcio, uno sport fatto di rispetto e lealtà, non di violenza e razzismo. Bisogna ripartire da questi gesti per migliorare e migliorarsi, cancellando con un colpo di spugna tutto quel marcio che, al calcio, fa tutt’altro che bene.