Dal rigore di Pasadena alla Juve di Sarri, a tutto Baggio: “mi sarebbe piaciuto giocare nella Serie A di oggi”

Baggio LaPresse/Piero Cruciatti

Il Divin Codino ha ricordato il rigore di Pasadena sbagliato in finale mondiale, arrivando poi a parlare dei protagonisti di oggi

Non poteva mancare il carisma e la grandezza di Roberto Baggio al Festival dello Sport di Trento, che ha vissuto oggi uno dei punti più alti con l’intervista concessa dal Divin Codino alla Gazzetta dello Sport.

LaPresse

Raramente l’ex Juve, Milan e Brescia parla da quanto ha appeso le scarpe al chiodo, ma questa volta ha fatto uno strappo alla sua regola, cominciando dal rigore sbagliato nella finale mondiale di Usa 1994 contro il Brasile: “mi ritrovo tante volte, quando vado a dormire, a pensarci ancora. Non sarà stato il rigore decisivo, ma ho dato il colpo di grazia. L’umiltà è una dote che mi riconosco, l’intelligenza no. Però una cosa da presuntuoso la voglio dire: meritavo la convocazione per il Mondiale del 2002. Fu una delusione enorme, paragonabile a quella di Pasadena, perché avrei voluto prendermi una rivincita. Forse per questo ora vivo lontano dal calcio. Mazzone? Mi ha insegnato la semplicità, requisito che avevo già e forse per questo siamo entrati subito in sintonia. Mi sarebbe piaciuto giocare oggi, ci sono delle regole che ai nostri tempi non esistevano. Quando vedo la barriera a 9,15 metri e l’arbitro che fa il segno a terra, penso a quanti gol in più su punizione avrebbero fatto Maradona, Zico e Mihajlovic“.

sarri

Jennifer Lorenzini/LaPresse

Sui protagonisti di oggi, Baggio ha una sua idea: “Sarri dove è andato ha sempre fatto bene, anche in categorie minori. Credo che ci voglia tempo per il suo gioco ma qualche anno fa il Napoli, a detta di tutti, era la squadra che giocava il miglior calcio. Dybala? Ha delle qualità incredibili. Quelli che hanno quel ruolo, quando le cose non vanno benissimo vengono presi e messi in discussione. Cristiano Ronaldo? E’ un fenomeno, così come Messi e Ibrahimovic. Per quanto riguarda Conte, è arrivato alla Juventus che era giovanissimo, era un ragazzo simpaticissimo e umile. Il lavoro dell’allenatore è adatto a lui, è un altro che martella“.

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About Ernesto Branca (30965 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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