leclerc vettel
Lapresse/AFP

La Ferrari si è incartata a Sochi a causa della propria complicata strategia, venendo ‘tradita’ dalla voglia di vincere di Vettel e Leclerc

Ingestibili e agguerriti, per di più senza un Mondiale in palio. La situazione che vive la Ferrari con Vettel e Leclerc è davvero paradossale, una continua rincorsa a strategie e giochetti che, fondamentalmente, servono a poco se non a complicare e rendere più freddo il rapporto tra i due piloti.

Vettel e Leclerc
Lapresse

Abbassata la visiera, ognuno vuole vincere. Indipendentemente da ciò che viene studiato a tavolino a mente fredda e senza le pulsazioni del cuore in gola. Ma se entrambi i titoli iridati sono già belli che andati, che senso ha rendersi difficile la vita se gli obiettivi sono solo le vittorie di tappa? La Ferrari questo sembra non averlo capito, confermandolo con la gestione di gara tenuta a Sochi, dove per alcuni giri dopo il via ha visto rimbalzare richieste e frecciatine via radio tra i propri piloti e il muretto box. Che i due si sopportino a malapena ormai è evidente, soprattutto dopo quanto successo nelle qualifiche di Monza, dove Leclerc non ha concesso la propria scia al compagno obbligandolo a prendere la bandiera a scacchi senza effettuare l’ultimo tentativo per la pole. Vettel se l’è legata al dito e, alla prima occasione, ha risposto al monegasco in Russia, non cedendogli la posizione come stabilito prima della gara. Dispettucci inutili, che non fanno il bene della Ferrari, decisa nella prossima stagione a puntare nuovamente al titolo mondiale.

Vettel e Leclerc
Lapresse

Per questo motivo le ultime gare di quest’anno servono per definire una piccola gerarchia tra Vettel e Leclerc, lasciandoli correre senza ansie e patemi per capire su quale cavallo puntare per tornare a vincere. Basta giochetti e strategie inutili, è tempo che parli la pista per decidere il migliore…