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Fabio Capello corregge il tiro in merito alle dichiarazioni su Esposito e Zaniolo: l’ex allenatore giallorosso fa chiarezza

Nel post partita di Inter-Borussia Dortmund, ai microfoni di Sky, Fabio Capello raccomandò al giovane interista Esposto di ”non prendere la strada di Zaniolo“. Questa frase fece infuriare i tifosi della Roma che videro, fra le righe, non solo una critica al proprio giocatore, ma anche un consiglio legato al futuro: non scegliere la Capitale come destinazione.

Ospite al ‘Club’ di Sky Sport, Capello ha corretto il tiro delle sue dichiarazioni spiegando di essere stato frainteso: “non hanno capito quello che ho detto su Zaniolo. A Roma è facile che interpretino con tutte le radio e i giornali. Non era un giudizio, era un suggerimento a un giocatore (Esposito, ndr) di non sbagliare. Come successo a Zaniolo e Kean quando Di Biagio li mandò in tribuna con l’Under 21 per dargli un segnale perchè avevano sbagliato. Ho voluto parlare a Esposito, un giocatore giovane, di diciassette anni, che gioca in Champions con l’Inter e che ha intorno persone che possono caricarlo di responsabilità. Quando ti adulano in questo modo può succedere di perdere un po’ la testa. Per questo ho fatto l’esempio di Zaniolo e Kean in Nazionale. Di Biagio li mandò in tribuna con l’Under 21 perchè avevano sbagliato e voleva mandar loro un segnale, come a dire: ‘se vi comportate così la vostra strada sarà più ardua e più difficile. Quindi cercate di riprendervi’. Il mio non era un giudizio di valore, ma un semplice suggerimento a un giocatore di non sbagliare anche lui. Mancini poi non li convocò e tutti applaudimmo la scelta del ct, perchè era giusto dare un segnale forte. Io mi sono sentito di dare questo consiglio a un giovane calciatore come Esposito, come padre, come nonno e come allenatore, di non commettere questi errori. E allora è successo il finimondo perchè tutti pensavano che gli volessi consigliare di non andare a Roma. Fra l’altro lo reputo il più grande talento che c’è in questo momento in Italia: qualità, forza, tecnica e visione di gioco. Ce l’hanno in pochissimi. Quando arriva poi ai 20 metri può essere letale nel calciare in porta. E’ un talento“.