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Il tedesco ha parlato del presente e del futuro della Ferrari, soffermandosi anche su cosa deciderà di fare dopo il 2020

Una stagione piena di alti e bassi, caratterizzata da una prima parte di Mondiale complicata seguita poi da una crescita repentina e continua. La Ferrari prova a chiudere al meglio un’annata particolare, proiettandosi già al 2020 con rinnovato ottimismo, per quello che sarà un testa a testa esaltante con la Mercedes.

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Al volante della ‘Rossa’ ci sarà ancora Sebastian Vettel, che ha cancellato le presunte voci di ritiro che si erano diffuse prima di Singapore, gara peraltro vinta dal tedesco. Intervistato da Motorsport.con, il quattro volte campione del mondo è tornato a parlare di quei momenti: “un incubo, ogni giorno si giudica diversamente, si cambia opinione. Personalmente non trovo credibile questo approccio, perché se credi davvero in qualcosa non puoi cambiare idea dall’oggi al domani, a meno che tu non abbia una ragione, ovviamente. Ma c’è chi la ricambia ancora la notte successiva. Non è poi così difficile gestire determinate situazioni, perché sai che le opinioni cambiano molto velocemente. A volte, però, possono creare delle tensioni, possono esserci situazioni in cui certi giudizi o delle opinioni impattano sul team, perché la squadra è formata da gente appassionata di questo sport, ed è normale che un appassionato segua ciò che viene detto e scritto, e questo a volte non aiuta. Se si verifica qualcosa di negativo ci vuole un po’ di tempo per toglierlo dalla testa della gente, ma può anche essere divertente vedere che tre giorni prima ti dicono che va tutto male e tre giorni dopo che tutto è fantastico. Nel mio caso non mi crea problemi, sono qui da molto tempo, e ho già vissuto alti e bassi“.

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Sulle nuove leve, Vettel ha le idee chiare: “sono molto più impegnati a guardarsi al cellulare, questa è una grande differenza, ma è anche un approccio legato alla loro generazione. A parte questo aspetto, non credo che gli ingredienti di base siano cambiati, alla fine devi essere veloce, e Max, Charles e George Russell che ora guida una monoposto che non gli permette di mostrare le sue doti, sono ragazzi veloci. Non sono stato stupito, perché erano ragazzi già molto veloci nel karting, era abbastanza chiaro che avevano qualcosa di particolare e sapevamo che era in arrivo una generazione di piloti molto interessante. E’ bello vedere che si siano arrivati nella categoria maggiore del motorsport. Questo è uno sport complesso, molto costoso, e non sempre è facile separare il talento dalle opportunità, quindi quando vedo che dei ragazzi che meritano riescono ad arrivare in Formula 1 sono contento, è un messaggio positivo“.

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Per quanto riguarda Hamilton: “è doveroso inserirlo tra i migliori di sempre, come si può pensare diversamente? Per me è molto chiaro, lo è assolutamente. È in questo sport da molto tempo, ed è uno dei piloti di maggior successo. Dopo Michael, credo che sia giusto fare il suo nome, anche se ovviamente i giudizi sono personali. La Formula 1 oggi è cambiata, ci sono molte più gare, e di conseguenza hai la possibilità di vincere di più rispetto al passato, per questo credo che non sia corretto confrontare i palmares, tirare in ballo nomi come Ascari o Fangio. Ogni pilota va giudicato nel suo tempo, e Lewis è indubbiamente un grande professionista che si è distinto tra tutti i piloti della sua generazione“.

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E sul futuro: “non mi piace guardare troppo lontano. Forse le mie decisioni verranno prese dopo aver studiato bene le regole che saranno varate per il futuro e sicuramente il prossimo anno deciderò cosa fare. Intanto penso all’anno prossimo, la nostra monoposto sarà un’evoluzione della vettura attuale, e non potrebbe essere diversamente visto che i regolamenti sono gli stessi e le problematiche risolte quest’anno dovrebbero essere la garanzia di avere una vettura migliore sin dai primi passi. Mi aspetto un’ottimizzazione, ma anche la voglia di trovare più spazi in cui cercare ulteriori prestazioni”.