vettel
Photo4/LaPresse

Il tedesco è tornato a parlare di quanto accaduto in Giappone, rivelando alcuni retroscena relativi a quei concitati momenti

Quanto accaduto a Suzuka al giro 52 dei 53 previsti continua a far discutere, l’esposizione del pannello luminoso con la bandiera a scacchi ha concluso anzitempo il Gran Premio del Giappone, generando molte polemiche e un’inchiesta aperta dalla FIA.

Vettel
Photo4/LaPresse

Sulla questione si è soffermato anche Sebastian Vettel, interrogato da Motorsport.com: “dal punto di vista del pilota la situazione era molto chiara visto che non c’era una bandiera a scacchi, abbiamo la tabella che ci fornisce le informazioni sui giri ancora da percorrere, e anche sul display del volante possiamo vedere quanti giri mancano alla fine. Ho visto che mancava una tornata, mentre via radio ho ricevuto la chiamata che mi diceva che sarebbe stato l’ultimo giro, insomma c’era un po’ di confusione perché era stato acceso un pannello luminoso in anticipo e nel dubbio ci hanno detto di continuare. Non sapevo cosa fosse successo, ma in macchina non c’è stato alcun problema perché si è vista sventolare una bandiera a scacchi. Abbiamo avuto un problema in Canada l’anno scorso quando la bandiera era stata sventolata troppo presto. Ora, da quello che ho capito, conta anche se viene acceso un pannello. Ma penso che dovrebbe essere comunque seguito dall’esposizione di una bandiera a scacchi. Quindi se c’è uno sbaglio, noi piloti sappiamo che dobbiamo rallentare perché vediamo la bandiera a scacchi“.