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Il pilota tedesco ha parlato in vista dell’appuntamento di Città del Messico, esprimendo il proprio punto di vista

Si torna in pista, il circus della Formula 1 fa tappa in Messico per un appuntamento davvero complicato per le scuderie e i piloti. L’altezza in cui si svolge il Gran Premio condiziona e non poco le prestazioni delle monoposto, situazione che ingegneri e meccanici dovranno tenere bene in considerazione.

Vettel e Leclerc
Lapresse

In casa Ferrari l’ottimismo è alto, lo conferma Sebastian Vettel ai microfoni del sito ufficiale: “il fatto di gareggiare a oltre duemila metri ha ovviamente un forte impatto sul comportamento della vettura. Scendiamo in pista con la configurazione a massimo carico aerodinamico ma, a causa dell’altitudine, l’aria è talmente rarefatta che l’effetto che otteniamo in termini di efficienza è minimo. Proprio per questo è sul rettilineo di Città del Messico che si ottengono le punte massime di velocità di tutta la stagione. La conseguenza in negativo di tutto ciò è che la vettura è molto difficile da gestire in curva, perché non c’è il carico aerodinamico che normalmente ci aiuta ad avere una monoposto stabile e precisa. Su questa pista la macchina si muove molto, fatica a far lavorare nella maniera corretta le gomme ed è complicata da interpretare anche nelle sensazioni che comunica al pilota. Il giro di pista è piuttosto breve ma non è affatto semplice azzeccare tutto nel migliore dei modi. Negli scorsi anni siamo sempre stati competitivi in Messico anche se la Red Bull lo è stata di più. Siamo tuttavia fiduciosi di potercela giocare, vediamo cosa succede quando scendiamo in pista“.