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Il pilota tedesco ha tracciato un bilancio della sua stagione, dando i voti a se stesso e alla squadra, senza dimenticare Leclerc

La vittoria ottenuta a Singapore ha interrotto un lungo digiuno che pesava tantissimo, Sebastian Vettel si è scrollato di dosso la negatività ripartendo di slancio, venendo però bloccato a Sochi da un problema tecnico che gli ha probabilmente tolto un podio quasi certo.

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Una stagione alquanto particolare per il tedesco, che ha provato a tracciare un bilancio ai microfoni del quotidiano Sport Bild, dando i voti a sè e alla propria squadra: “attualmente, potrei darmi un 8, per me è fondamentale capire cosa sia successo quest’anno. Se sei onesto con te stesso – non solo nello sport – saprai sempre se hai dato tutto o se avresti potuto fare qualcosa in modo migliore. Non solo durante una gara, anche prima o dopo. Non ho nessun problema ad affrontare le critiche dall’esterno, il punto è capire se abbiano o meno fondamento. Alla Ferrari darei voto 9, perché sono consapevole di quanto lavoro sia stato fatto in fabbrica e in pista. Dubbi su me stesso o sulla squadra? La chiamerei più riflessione critica. L’autoanalisi è il primo passo verso il progresso. Guardo alle mie prestazioni in maniera molto diversificata e penso costantemente dove posso migliorare. Non ho la bacchetta magica per sapere come diventare un campione del mondo tedesco con la Ferrari. Fare come Schumacher? Non è possibile paragonare epoche diverse, quello che funzionò allora non è detto che funzioni anche ora. Ciò che Michael ha raggiunto non è automaticamente il mio obiettivo”.

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Su Leclerc: “a lui darei un 9.5, ha altri prerequisiti rispetto a me, essendo solo alla sua seconda stagione in Formula 1. Penso che le cose siano andate un po’ meglio per lui che per me”.