Formula 1, l’ammissione di Binotto: “senza gli errori al via, credo che avremmo vinto la gara di Suzuka”

binotto Lapresse

Il team principal della Ferrari ha ammesso indirettamente che, senza gli errori al via, il Cavallino avrebbe portato a casa la vittoria a Suzuka

Il week-end di Suzuka è ormai alle spalle, ma l’amarezza in casa Ferrari non è ancora stata smaltita. Il secondo posto di Vettel non è bastato a ‘saziare’ il Cavallino in Giappone, considerando la prima fila monopolizzata dai piloti in rosso dopo le Qualifiche.

Leclerc

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Mattia Binotto ha provato ad analizzare in conferenza stampa quanto accaduto in pista, ammettendo come la vittoria fosse ampiamente alla portata: “difficile dire se avessimo vinto senza l’errore alla partenza, certamente le Mercedes hanno confermato un ritmo migliore del nostro in gara, ma non in qualifica. È anche vero che Seb era davanti a Hamilton nel primo giro di gara, e si è confermato davanti a Lewis anche sotto la bandiera a scacchi, quindi se ci fossimo confermati nelle prime due posizioni al termine del primo giro sarebbe stato difficile per chi ci seguiva superare due macchine. Se fosse stata una sola sarebbe stato più semplice, ma con due si coprono le strategie. Ma adesso dobbiamo analizzare gli errori e capire i motivi che ci hanno impedito di confermare un ottimo ritmo di gara, contesto in cui dobbiamo lavorare ancora”.

Photo4/LaPresse

Sul pit-stop di Leclerc, Binotto ha ammesso: “in quei frangenti è il pilota che può subito valutare il comportamento della monoposto, dall’esterno abbiamo visto i danni riportanti nel contatto e ci siamo predisposti per la sostituzione delle componenti danneggiate. Ma Charles ha tenuto un buon ritmo, ed è rimasto fuori, poi la FIA ci ha chiesto di richiamarlo per motivi di sicurezza, ed abbiamo immediatamente eseguito l’ordine. Non è mancata infine una battuta sulla discussione relativa ai regolamenti del 2021: “mi aspetto una discussione molto lunga, i punti di contrasto sono quelli su cui stiamo discutendo da mesi. Credo che di debba lasciare ai team più libertà, il DNA di questi sport non dovrebbe essere toccato, mantenendo un sistema meritocratico, non deve essere solo uno spettacolo, deve continuare ad essere uno sport, ma la lista dei punti aperti è molto più lunga“.

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About Ernesto Branca (30909 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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