Cristiano Ronaldo
Marco Alpozzi/LaPresse

Cristiano Ronaldo sicuro di sè: il portoghese della Juventus tra obiettivi e certezze

Non è sceso in campo sabato contro il Lecce e, probabilmente, la sua assenza si è fatta sentire, ma Cristiano Ronaldo aveva bisogno di un momento di stacco per recuperare forze fisiche e mentali. Intanto, intervistato da “France Football”, l’attaccante portoghese ha svelato un po’ i suoi progetti futuri: il mio obiettivo è di rimanere giovane man mano che invecchio, mantenendomi così competitivo. Quanti calciatori della mia età giocano ai miei stessi livelli in una squadra come la Juve? Devi essere intelligente per durare“, ha affermato il quasi 35enne calciatore.

Ronaldo
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A 19-20 anni ho capito che il calcio era una questione di numeri: titoli, record e gol. Settecento gol è un numero impressionante e mi rende ancora più orgoglioso il fatto che pochi giocatori abbiano raggiunto quella cifra. Il più bello? Quello in rovesciata con la Juve, perchè era un gol che cercavo di segnare da anni. Il successo del mio successo? Primo, il talento. Senza quello, non puoi fare molto. Dopo, il lavoro, perchè il talento senza lavoro è inutile. Nulla cade dal cielo. Non sarei mai arrivato dove sono senza la mia voglia di lavorare“, ha aggiunto prima di ammettere che a fine carriera vorrà staccare “da tutto“.

cristiano ronaldo
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Non è mancata poi una parentesi su Messi: “essere uno di fronte all’altro in Spagna ci ha permesso di essere migliori, più performanti. Al Real, ho sentito la sua presenza più che a Manchester, quindi avevo un po’ più di pressione. Ma da un certo punto di vista, è stata una sana rivalità. La mia motivazione non dipende dagli altri: sono io che voglio essere sempre al top“.

cristiano ronaldo
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Non mi lascio andare, resto in partita fino al novantesimo. E non è solo una questione mentale ma anche fisica riuscire a segnare a fine partita, quando conta. E se dipendesse da me, non giocherei che partite importanti, quelle della nazionale e della Champions. Sono quel tipo di gare che mi motivano, perchè c’è interesse, un ambiente difficile, pressione. Poi è chiaro che bisogna essere professionisti ogni giorno per rispetto della tua famiglia e del club che rappresenti e che ti paga per questo, quindi dai sempre il meglio“, ha concluso.