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Il corridore britannico ha parlato del suo recupero, ammettendo come potrebbe non tornare ai livelli di un tempo

Il recupero dal tremendo infortunio occorsogli durante la ricognizione precedente alla crono dell’ultimo Giro del Delfinato procede spedita, Chris Froome è tornato in sella alla propria bici, lavorando per tornare in fretta alle gare.

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Le preoccupazioni non mancano di certo, il britannico teme che tutto non torni come prima, un tarlo che lo assilla e che gli occupa la mente. Su questo argomento il ciclista del Team Ineos si è soffermato nel corso di un’intervista a Cyclingews.com, esprimendo le proprie paure: “sicuramente posso andare in bicicletta meglio di quanto possa camminare al momento. C’è stato un momento nel quale avevo bisogno delle stampelle anche per salire sulla mia bici. Ho potuto vedere gli sguardi delle persone, ma poi salivo in bici e stavo molto meglio in sella. Le difficoltà motorie sono dovute alla placca inserita nell’anca, ecco perché sto zoppicando in questo momento. Sta intrappolando alcuni tendini e sto trovando difficoltà a fare pressione su di esso quando cammino. Per quanto riguarda la frattura del femore è incredibile, c’è un recupero davvero buono lì, l’osso è diventato davvero forte. Non ci sono garanzie nello sport, e nella vita in generale, ma se dovessi tornare a correre entro febbraio non so a che livello sarei. Questa è la mia più grande preoccupazione. Quando il chirurgo ha detto che potevo tornare alle corse, mi sono sempre detto che una cosa è correre, un’altra è cercare effettivamente di vincere il Tour de France. Sono due livelli molto diversi“.