Thompson
LaPresse/Reuters

Klay Thompson torna a parlare dell’infortunio al ginocchio subito alle scorse Finals: un grave problema arrivato mentre il giocatore si sentiva al top della carriera

Klay Thompson dovrà assistere, con grande probabilità, a tutta la prossima stagione dei Golden State Warriors dal divano di casa. La guardia della franchigia vice-campione NBA si è rotto il legamento crociato del ginocchio durante le scorse Finals, un infortunio grave che lo terrà fuori per almeno una stagione, nonostante un prestigioso parere medico abbia parlato addirittura di 2 anni.

Klay Thompson, nel corso di una recente intervista, è tornato a parlare delle sue sensazioni in merito all’infortunio, esprimendosi con una certa tristezza: “è la parte umiliante dello sport. Quando sei al tuo meglio, può succedere qualcosa di traumatico. Onestamente, mi sentivo all’apice della mia carriera in NBA. Ero al meglio, sia per come tiravo sia per come difendevo. Mi sentivo uno dei migliori giocatori in campo. Nelle scorse Finals ero in grado di fare la differenza, ma nelle ultime mi sentivo davvero inarrestabile”.

Nonostante l’infortunio Klay Thompson aveva pure provato a rientrare in campo per tirare i liberi: “qualcosa in me mi ha detto che era la cosa giusta da fare. Sapete, erano le Finals, capite? Non volevo lasciare dei punti per strada. Sono difficili da ottenere, ci sono giocatori che vivono una carriera senza avere mai un assaggio delle Finals. Appena finite le Finals non pensavo fosse chissà cosa. Ma a mente fredda, risentendo la reazione della folla, ho capito che lo era. È la cosa più importante, perché mostra ai tifosi quanto io ci tenessi, quanto io volessi essere in campo”.

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