Napoli, a tutto Koulibaly: “autorete dimenticata, lo scudetto è possibile. Benitez e Sarri? Entrambi matti a modo loro”

Massimo Paolone/LaPresse

Il difensore senegalese ha parlato di vari temi, dal razzismo fino alla Serie A, ripercorrendo alcuni aneddoti relativi a Sarri e Benitez

L’autogol che ha permesso alla Juventus di battere il Napoli all’Allianz Stadium è ormai dimenticato, Koulibaly ha voltato pagina anche grazie all’aiuto dei tifosi azzurri, rimasti vicini al proprio beniamino in questi giorni complicati.

Marco Alpozzi/LaPresse

Il passato è alle spalle, adesso c’è da concentrarsi di nuovo sul campo per provare a ripartire battendo la Sampdoria, riscattando il passo falso di quindici giorni fa: “Napoli non ti tollera, ti ama. Ne ho avuto testimonianza e ripetutamente, non solo nei momenti felici che ti regala il calcio, ma anche nella quotidianità. Una delle giornate dure, quella dopo l’autorete con la Juventus, me l’ha addolcita la gente. Ho già dimenticato tutto” le parole di Koulibaly al Corriere dello Sport. “La Juventus è anche altro: il gol dell’1-0 del 22 aprile? Ho sentito vibrare Napoli in ogni angolo del Mondo. Benitez mi volle? E sapete come è andata: ciao, sono Rafa Benitez, e io mettevo giù, pensando fosse uno scherzo di un amico. E invece era proprio lui. Il primo incontro, mi lasciò senza parole: mise i bicchieri, undici, sul tavolo, e disse: noi giochiamo così, ci muoviamo così. Che matto! E’ una persona straordinaria, che ha creduto in me ed ha fatto di tutto per volermi qua. Gliene sarò grato per sempre”.

Massimo Paolone/LaPresse

Per quanto riguarda Sarri, Koulibaly ammette: “nemmeno Sarri scherza in tema di pazzie, visto che mi ha mandato in panchina la sera in cui nacque Seni, dopo che avevo lasciato mia moglie in ospedale. Però il legame rimane: Benitez lo devi frequentare per accorgerti che può essere diverso da come lo immagini; Sarri no, lo percepisci subito. De Laurentiis ha rifiutato cento milioni per me? E ha fatto male… Ora sarebbe più ricco. Ma ha deciso così perché mi vuole bene. Ne valgo 150? Questa è buona… Il mercato è strano, è fatto così. Chi vincerà lo Scudetto? Il Napoli. E lo scriva. Noi ci crediamo, la sconfitta di Torino non lascia tracce. E poi il campionato è appena cominciato”. Non manca infine una digressione sul razzismo, considerata una vera e propria piaga da Koulibaly: “sono cresciuto leggendo Martin Luther King e Malcom X, prendendoli come modelli, istruttori ed educatori, simboli di una sfida che va vissuta insieme e, nel nostro caso, soprattutto attraverso le leggi. Il razzismo negli stadi va sconfitto ma per riuscirci, ancor prima che leggi nello Sport, serviranno quelle dello Stato, deterrenti che aiutino a frenare queste insane abitudini: si faccia come in Inghilterra, si proceda con le espulsioni, anche a vita se necessario, altrimenti rischieremo di essere prigionieri di minoranze che potrebbero moltiplicarsi”.

Cafaro/LaPresse

Koulibaly poi prosegue: “episodi a Roma e Milano? E  se la ferita dell’Olimpico si rimarginò quasi in fretta, perché ritenni che quel giorno fossimo in presenza di un caso, a San Siro rimasi stupito: perché Milano è città più cosmopolita, nell’immaginario la più europea delle città italiane. Non riuscii a capire, in ognuno dei due casi, perché mai ci fosse quell’atteggiamento nei miei confronti. Come non riesco a farmene una ragione quando capita ad altri. Razzismo anche dare dello zingaro a Mihajlovic, insultare Insigne e invocare il Vesuvio? Ne sono pienamente convinto, perché la discriminazione non riguarda solo il colore della pelle. A me fanno il verso della scimmia, a Mihajlovic – al quale dedico un pensiero personale – l’offesa riguarda le origini. Ed è grave, insopportabile. Ho provato, a volte, con Insigne, a tranquillizzarlo: dai, passa. E invece ho sbagliato: passerà se ci opporremo, se ci saranno interventi seri. Offendere Lorenzo, che è un patrimonio del calcio e non solo un nostro giocatore, che è uno dei talenti della Nazionale, significa voler offendere l’Italia stessa, avercela con il tuo vicino, con chi ti appartiene“.

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About Ernesto Branca (29497 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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