Mondiali Volley U18 – Il ct Mencarelli mastica amaro: “gli Usa non hanno giocato meglio di noi”

FILIPPO RUBIN

Le parole del ct Mencarelli e delle azzurre protagoniste della finale dei Campionati Mondiali Under 18 di volley

Si chiude con una medaglia d’argento la rassegna iridata in Egitto per la nazionale femminile under 18, uscita sconfitta da una finale combattuta dall’inizio alla fine e conclusa solo al tie-break 2-3 (17-25, 25-19, 18-15, 25-22, 10-15). L’Italia, dunque, non riesce nell’impresa di salire sul gradino più alto del podio per la terza volta consecutiva in questa categoria, dopo i titoli conquistati nel 2015 a Lima e nel 2017 a Rosario sempre con Mencarelli in panchina, ma conferma la tanta qualità presente nel gruppo in questione, in grado di dare continuità dopo l’argento della passata stagione nella rassegna continentale.

Queste le parole dei protagonisti:

MARCO MENCARELLI: “loro sta sera hanno giocato con più continuità, ma non credo meglio di noi. Siamo state brave a recuperare alcune situazioni di difficoltà e a venirne fuori a testa alta, ma poi non siamo riuscite a dare continuità in alcune situazioni di gioco. Gli Stati Uniti hanno spinto tanto in battuta, il fondamentale che alla fin e ha fatto la differenza. Anche a muro si sono dimostrate una grandissima squadra, mentre nelle sfide contro Cina e Messico è proprio a muro che noi siamo riuscite a prevalere, questo dimostra la completezza della squadra che ha vinto il mondiale, dunque complimenti a loro. Resta la lunga cavalcata e un risultato che dà continuità a tutto il settore giovanile. Già raggiungendo la semifinale avevamo certificato la presenza costante dell’Italia nelle posizioni che contano in questa categoria. Penso a Rosario, dove tra le prime quattro c’erano Russia e Turchia e quest’anno invece no. Mentre la Repubblica Dominicana non ha neanche preso parte al Mondiale. Si può dire che l’Italia, insieme a Stati Uniti e Cina è ormai una costante e questo lo si deve al lavoro quotidiano dell’attività di base, dei processi selettivi e di un bacino ampio da cui poter attingere. A livello personale, questo per me era il quinto Mondiale da primo allenatore e ho conquistato la quarta medaglia (otto totali tra U18 e U20 ndr), dunque è un dato che mi gratifica. Ora c’è un pizzico di amarezza per la sconfitta, ma la gioia, come sempre in questi casi, arriverà nei giorni successivi”.

EMMA GRAZIANI:in generale siamo contente del percorso fatto per arrivare fino a qui, abbiamo superato squadre molto forti raggiungendo una finale del Mondiale. Poi contro gli Stati Uniti sta sera è stata dura, di fronte avevamo una squadra che ha dimostrato di essere ad un livello altissimo in tutti i reparti e in una finale le componenti che incidono sono davvero tante. Domani ci accorgeremo della grande impresa che abbiamo compiuto. Il nostro motto in questa manifestazione è stato: “in campo sempre con un neurone” una frase che ci ripetevamo tutti i giorni e che vuol dire semplicemente giocare con la testa sgombra, senza fare troppi calcoli per vedere man mano a che punto potevamo arrivare. Credo che alla fine siamo arrivate lontano e una volta assorbita l’amarezza di sta sera potremo godercelo a pieno. Per quanto riguarda il premio, invece, ero orgogliosa del torneo che avevo disputato, ma a dire il vero non mi aspettavo un riconoscimento così importate, è banale dire che ne vado fiera”.

LOVETH OMORUYI: purtroppo in una finale c’è una squadra vincitrice e una squadra perdente, ma la differenza tra le due il più delle volte è minima e penso che anche sta sera sia andata in questo modo. La gara che abbiamo fatto è la dimostrazione che anche nei momenti di difficoltà non molliamo e sappiamo reagire, poi in una finale mondiale ci sono tante piccole cose che fanno la differenza. Complimenti ovviamente agli Stati Uniti, ma anche noi dobbiamo essere orgogliose di quanto fatto: è un risultato che volevamo fortemente e arrivato passando per tante vittorie difficili, ultima solo in ordine di tempo l’emozionante semifinale contro la Cina. Adesso ci sarà tempo per elaborare mentalmente il tutto, ma nei prossimi giorni realizzeremo che abbiamo raggiunto un risultato importante”.

I premi individuali delle azzurrine
Miglior opposto: Giorgia Frosini
Miglior centrale: Emma Graziani
Miglior schiacciatrice: Loveth Omoruyi

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About Ernesto Branca (30261 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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