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Richard Morgano/LaPresse

Meo Sacchetti svela cosa ha detto ai suoi giocatori negli spogliatoi nell’intervallo della sfida fra Italia e Portorico: le parole del coach italiano hanno dato vita alla rimonta

All’inferno e ritorno, passando per un overtime. Non è banale la vittoria con cui l’Italia chiude la FIBA World Cup 2019. Gli Azzurri, ancora delusi dalla sconfitta contro la Spagna maturata solo nei minuti finali, lasciano il primo tempo al Portorico e risorgono nel secondo agguantando il successo solo dopo cinque minuti supplementari. Dalle profondità del -26, i ragazzi di Sacchetti riemergono con carattere sopperendo anche alle assenze dell’ultima ora: non disponibili Alessandro Gentile per un affaticamento muscolare durante il riscaldamento e Gigi Datome, che ha stretto i denti fino all’ultimo ma poi ha dovuto arrendersi per il riacutizzarsi del dolore al ginocchio operato.

Le scorie delle ultime due probanti partite contro Serbia e Spagna hanno lasciato strascichi sotto ogni punto di vista ma la grinta degli Azzurri, alla fine, ha detto l’ultima parola su un Mondiale che va in archivio con il grosso rammarico per non aver centrato i quarti di finale ma anche con l’iniezione di fiducia di un pre olimpico che lascia ancora aperte le porte per la qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020.

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AFP/LaPresse

Così il CT: “nello spogliatoio, all’intervallo, ho detto ai ragazzi che non volevo che ci ricordassero per la più brutta sconfitta della Nazionale in un Mondiale. Non c’è stato bisogno di dire altro: la reazione del secondo tempo mi è piaciuta e rimontare da -26 non è stato facile. Ci siamo riusciti anche se nel finale ci siamo complicati la vita. I ragazzi ci tenevano e si è visto. Se non si ha testa per giocare, a questo livello si può andare in difficoltà contro ogni Nazionale. Il Portorico è una squadra che corre e che si esalta nei momenti buoni e noi per tutto il primo tempo abbiamo subito questa loro euforia. Mi sono piaciute anche le risposte che ho avuto da giocatori che in questo Mondiale hanno giocato meno. Demeriti per il primo tempo e meriti per il secondo. Un bilancio? Delusione per come è andata contro la Spagna e consapevolezza che il livello fisico e di stazza tra noi e le squadre migliori, al momento è abissale. Spero che tutti i giocatori, non solo i 12 che sono qui ma anche tutti quelli a casa e soprattutto i ragazzi giovani, capiscano che l’unico modo per competere è lavorare sodo sotto ogni aspetto non risparmiandosi mai e andando sempre oltre i propri limiti”.

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