Cristiano Ronaldo
Marco Alpozzi/LaPresse

La Juventus supera 2-0 la Spal nonostante un primo tempo giocato in maniera opaca: nella ripresa la qualità dei bianconeri viene fuori alla distanza e Cristiano Ronaldo sale in cattedra

La sesta giornata di Serie A si apre con la Juventus, di scena in casa contro la Spal nell’anticipo del primo pomeriggio del sabato. I bianconeri, con un occhio all’impegno di Champions League del prossimo martedì contro il Leverkusen, non voglio perdere terreno rispetto all’Inter prima in Serie A. Per questo motivo Sarri opta per un leggero turnover, per lo più obbligato. In porta ci va Buffon che supera il record di presenze in un club di Maldini (quota 903). Davanti a lui Bonucci e De Ligt (in crescita), mentre viste le defezioni di tutti i terzini, l’inedita coppia Cuadrado-Matuidi si comporta più che bene. Una Juventus che non rinuncia alla qualità, con Rabiot, Pjanic e Khedira in mediana e Ramsey dietro Dybala (preferito ad Higuain) e Cristiano Ronaldo.

Nel primo tempo però i bianconeri fanno fatica. La partita non si sblocca, il gioco è ancora poco fluido. Prima di andare negli spogliatoi ci pensa Pjanic a sbloccare la gara e a rendere la ripresa più semplice. Sbloccatasi anche mentalmente, la Juventus gioca un secondo tempo di personalità e qualità. La Spal cala alla distanza e il gap tecnico fa la differenza. Sale in cattedra Cristiano Ronaldo che dopo un primo tempo sufficiente si scatena nella ripresa segnando il gol del 2-0, su assist di Dybala, e sfiorando più volte il raddoppio al quale solo uno strepitoso Berisha dice di no. Partita a due facce per una Juventus alla continua ricerca della propria identità che, gara dopo gara, va delineandosi verso una metamorfosi più qualitativa: con un Cristiano Ronaldo così poi è tutto più facile.

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