Roma, 2 set. (AdnKronos) – Il vicepremier “ha sempre avuto il ruolo di garantire l’equilibrio complessivo della compagine di governo”, quindi nella situazione attuale “sembrerebbe naturale attribuirlo al Pd”, per questo “va apprezzata la rinuncia prospettata da Franceschini”. Lo dice all’Adnkronos Claudio Martelli, vicepresidente del Consiglio nel sesto e nel settimo governo di Giulio Andreotti.
“Era una regola della Prima Repubblica -ricorda- quando la Dc esprimeva il presidente del Consiglio il Psi, il secondo partito della coalizione di governo, indicava il vicepremier: Nenni con Moro, De Michelis con De Mita, volendo fare qualche esempio. Viceversa, quando Craxi fu presidente del Consiglio, Arnaldo Forlani fu vicepresidente. La presenza di questa figura assicurava una funzione di equilibrio, aiutava a dipanare eventuali contrasti su questo o quel tema e l’insorgere di diatribe tra ministri, che non fanno mai bene ad un governo. Soprattutto quando fu istituito il Consiglio di gabinetto, che riuniva i ministri più importanti”.