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Sebastian Vettel ha confessato le sue sensazioni in merito alle ultime gare in una lunga intervista: il pilota tedesco

Dopo diverse gare terminate con l’amaro in bocca, senza rispettare le importanti aspettative pre-stagionali della Ferrari, Sebastian Vettel è riuscito a conquistare la sua prima vittoria a Singapore.

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Il pilota tedesco si è liberato di un peso ed è riuscito a superare le difficoltà e i momenti negativi grazie al sostegno dei fan, come spiegato ai microfoni di Sky Sport: “è stato particolarmente piacevole perchè era da tanto tempo che non salivo sul gradino più alto e per le ultime settimane. È stato bello domenica sera dormire con un po’ più di tranquillità. Le mie lacrime un messaggio contro il possibile ritiro? Non credo a questo tipo di messaggi. Alcune gare quest’anno sono andate bene anche se abbiamo faticato a portare a casa i risultati, altre gare sono andate male. Se sei sincero con te stesso sai quando hai dato il massimo e quando non l’hai fatto. Io sono il primo critico di me stesso quando non ottengo i risultati che mi aspetto. La quantità di sostegno che ho ricevuto dai fan è stato davvero bello e mi ha dato tanta forza. Ho ricevuto anche tanti messaggi personali da parte della gente, su come abbiano gestito loro gli alti e bassi, questo mette le cose in prospettive. Questo per me è la mia passione, ma quando la gente ti parla delle proprie vite, quelle vere… credo mi abbia riportato alla realtà”.

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Vettel si dice comunque orgoglioso di avere un posto nella storia Ferrari e di mantenere ancora la stessa passione dei più giovani: “cosa vuol dire far parte della storia Ferrari? Un giorno, quando sarò un pochino più grasso e vecchio, sarà bello dire di aver fatto parte della storia Ferrari, ora più che altro è un orgoglio far parte del team. Il mio lavoro è guidare la macchina, ma è grande la passione per la Ferrari. Quanto è cambiato Sebastian che sognava il primo Mondiale e quello che sogna il primo Mondiale in Ferrari? In sostanza sono sempre la stessa persona, ciò che mi piaceva allora mi piace ora. Adesso sono in una posizione privilegiata, ho fatto grandi gare e grandi campionati, ma mi manca vincere con la Ferrari e spero di poterlo fare. Spero di essere più saggio, intelligente e anche più bello (ride). A parte questo credo di essere la stessa persona.

Differenze fra me, Lewis e i piloti del futuro? Pensi in modo diverso quando hai 30 anni rispetto a quando ne hai 20. Hai una visione diversa rispetto alla vita, ma se si parla della passione delle corse è molto simile. Il resto lo determina ciò che ti accade nella vita. Quando ho iniziato in F1 i miei amici hanno lasciato la scuola, hanno fatto l’università, ora hanno lavori e una famiglia”.

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E sulle difficoltà stagionali e la fiucia nel futuro: “non è la prima stagione difficile, avevamo grandi aspettative ad inizio stagione ma ci siamo presto resi conto che le cose non sarebbero andate come avremmo voluto. Forse in F1 viviamo in una bolla, non ti rendi conto del tempo che passa. La prima gara in Australia è stata molto tempo fa, ma non sembra sia passato così tanto tempo e i progressi sono stati enormi. Se Monza è stata difficile? Sì, pensavo di poter fare molto bene, la domenica avevo delle buone sensazioni e la macchina andava bene. Ero contento per il team, abbiamo ottenuto la vittoria nella gara di casa, ma ero deluso di me stesso perchè non ho fatto il mio lavoro al meglio.

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Photo4/LaPresse

Se adesso, dopo la vittoria, sento che qualcosa possa cambiare? La cosa più importante è che dopo Monza abbiamo iniziato a guardare cosa sia andato storto e la conclusione è stata che sono stato io a commettere un errore, non ero in una situazione negativa, ma del resto devi anche cambiare pagina. Non sono arrivato a Singapore pensando a Monza, ma a quello che avevo davanti. Se mi sento come un bomber che ha ritrovato il gol? C’è più fiducia nei miei mezzi, è una questione di sapere cosa devo fare per essere all’altezza: a volte le cose vanno storte, serve prenderne atto. Spero ci sia questo ‘effetto bomber’. Spero di essere un bomber nelle prossime 6 gare. Che parola spero possa rappresentare il mio futuro? ‘Campione in Ferrari’“.

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