L’ospedale Pompidou blindato per Schumacher, tutte le misure di sicurezza pretese da Corinna

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Registrato con un nome fittizio per evitare la fuga di notizie, la moglie di Schumacher ha pretesto un ingente sistema di sicurezza per difendere la privacy del marito

Le telecamere e i cronisti sono appostati davanti all’ospedale Pompidou da ieri, ma entrare per carpire qualche notizia sulle condizioni di Michael Schumacher è pressoché impossibile.

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LaPresse/PA

La moglie Corinna ha infatti predisposto un ingente servizio di sicurezza, utile a proteggere la privacy del marito, del quale non si hanno notizie ormai dal 29 dicembre 2013. Due uomini controllano l’entrata del settore D, filtrando i primi pazienti e visitatori che intendono accedere al nosocomio francese. Il Kaiser è ricoverato al primo piano dell’ala D, ma accedere al reparto di chirurgia cardiovascolare non si può, a meno che non si abbia ricetta medica. Tre addetti alla sicurezza che proteggono le tre entrate, con il responsabile della security che contro l’area ascensori, accertandosi con garbo delle intenzioni delle persone che passano vicino al reparto in cui è ricoverato Schumacher. Un modo per tenere a distanza eventuali cronisti e paparazzi, accompagnati poi con fermezza alla porta. Impossibile dunque venire a conoscenza delle condizioni del tedesco, che dovrebbe abbandonare nella giornata di oggi l’ospedale Georges Pompidou dopo una terapia legata alle ricerche del professor Ménasché, specializzato nelle tecniche anti-infiammatorie e rigenerative delle cellule staminali applicate al cuore.

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About Ernesto Branca (29608 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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