Doc Rivers e i retroscena su Kawhi Leonard: “voleva firmare per i Clippers solo con Paul George. Fosse andato ai Lakers sarei impazzito”

Credits: Instagram @Raptors

Doc Rivers svela alcuni retroscena sulla firma di Kawhi Leonard con i Clippers: una trattativa estenuante che ha rischiato di portarlo alla ‘pazzia’

L’arrivo di Kawhi Leonard ai Los Angeles Clippers ha spiazzato tutti, divenendo probabilmente la trade più importante, ed inaspettata, del mercato estivo NBA. Il neo MVP delle Finals e campione NBA in carica sembrava vicinissimo ai Lakers, salvo poi accordarsi in fretta con i rivali dei Clippers.

Leonard

LaPresse/Reuters

Una trade shock, della quale Doc Rivers ha svelato alcuni retroscena ai microfoni del Los Angeles Times. L’allenatore dei Clippers ha parlato dell’interesse di Leonard a patto che la squadra venisse rinforzata: “mi disse ‘voglio giocare per te’, puntando il dito verso di me. Poi si rivolse a Steve (Ballmer, ndr) e gli disse ‘Mr Ballmer, mi piace come fai le cose e soprattutto quello che stai cercando di fare qui, ma la tua squadra non è forte abbastanza per me, quindi se non cambi qualcosa, io non firmerò per voi”.

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Per rinforzare la squadra i Clippers avevano una lista di nomi fra i quali scegliere: “avevamo una lista di nomi con noi. A ripensarci commettemmo un errore mostrando quella lista perché la facemmo vedere a Leonard non sapendo se saremmo poi stati in grado di arrivare al giocatore prescelto. Gli abbiamo fatto vedere un po’ di nomi che avrebbero potuto essere interessanti per lui, ma quando vide quello di Paul George ci disse subito ‘voglio giocare con lui’. Non sapevamo come arrivarci. Gli abbiamo mostrato anche altre alternative ma non voleva nemmeno stare a sentirle. Quindi, dopo l’incontro con Leonard, noi dei Clippers ci siamo seduti insieme per capire come arrivare a Paul George.  Sapevamo però che Oklahoma voleva cambiare qualcosa all’interno della propria squadra, ma non sapevamo cosa fare. Mr. Ballmer era nervoso per la quantità di scelte da cui avremmo dovuto separarci, ben 6. ‘Non sono 6 scelte per avere Leonard, sono 6 scelte per avere Leonard e Paul George. Tre a testa’, è stata la mia tattica. Il giorno della trade la nostra offerta era lettera morta, lo scambio già defunto prima ancora di iniziare. Mi chiama Lawrence Frank e mi dice che Kawhi è tra Raptors e Lakers. Al nome dei Lakers sono impazzito: ‘non possiamo permettere che accada’, gli ho risposto. E a Steve ho detto: ‘Se firma con i Lakers ci conviene spostarci a Seattle’. Pensava scherzassi, ma ero dannatamente serio. Lo credevo davvero”.

LaPresse / ZumaPress

Poi la trade continuò fino a cena: “alle 4 eravamo di nuovo in corsa; alle 5 ancora fuori dai giochi; alle 6 non avevamo più una chance. Così ho scelto di andare a cena con degli amici, da Nobu, ma mentre sto parcheggiando mi chiama al telefono ancora Frank. ‘No, da Nobu no‘, mi supplica, ‘in quel posto i cellulari non prendono e noi siamo ancora in lizza per il sì di Kawhi’. Allora rinuncio alla cena e resto in auto, faccio avanti-e-indietro sulla Pacific Coast Highway finché non completiamo la trade. Quando entro da Nobu il mio umore è completamente diverso. Mi ricordo che al tavolo ci serviva un cameriere tifoso dei Lakers: continuava a dirmi quanto fosse sicuro che Leonard avrebbe vestito la maglia gialloviola. La notizia del nostro accordo non era ancora uscita…

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About Mirko Spadaro (17474 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 9 agosto 1993 è un esperto di basket e calcio, ama tutti gli sport a 360 gradi. Scrive su SportFair dal 2016


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