Roma, 28 ago. – (AdnKronos) – Se Aboca ha ‘sposato’ il Benefit Corporation Movement, un gruppo di imprese che a livello globale si batte per una nuova filosofia del fare impresa, “è perché lo ritengo serio, con una dimensione globale che permette di creare un network internazionale, ma anche perché sta tornando un modello che appartiene alla tradizione italiana ed è stato abbandonato dal neoliberismo in poi, un modello che oggi dimostra di essere potenzialmente vincente”. Lo spiega all’Adnkronos Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca, il gruppo italiano attivo in 14 paesi nella produzione e distribuzione di dispositivi medici e integratori alimentari.
Commentando il dibattito riacceso dalla svolta della Business Roundtable, che raccoglie i principali Ceo americani, Mercati osserva come sia “evidente che nella attuale visione neoliberista dell’impresa, che servirebbe solo a fare profitti – con la possibilità al massimo per l’imprenditore di ‘restituire’ qualcosa alla società se è magnanimo – c’è una stortura di fondo: è una visione che non si può dare per assoluta, e peraltro non è sempre stato così”.
L’ad di Aboca ricorda “che in Italia abbiamo avuto già nel Settecento la Scuola Napoletana di Antonio Genovesi, che metteva la creazione di valore al centro di tutto, e che vedeva il profitto come un ‘premio’ per la sua attività”. “A mio avviso – aggiunge – questo concetto è insito nella funzione sociale stessa di impresa”.