(AdnKronos) – Mercati ‘smonta’ poi la convinzione che una produzione più ‘consapevole’ sia un peso per i conti aziendali: “Nel nostra caso, la certificazione B Corp più che un costo è stato un modo per sistematizzare quello che già facevamo, ottimizzando le risorse”. In generale comunque “anche se abbiamo un costo iniziale in realtà nel lungo termine abbiamo un vantaggio economico: ad esempio, se riduciamo il consumo di acqua c’è un vantaggio sia economico che ambientale”. “Al contrario se si parte da un modello che si basa tutto sullo scarico delle esternalità negative sull’ambiente e sui lavoratori il costo sociale è enorme, come nel caso in cui in agricoltura si finisca con l’inquinare le falde”.
“Insomma bisogna vedere a 360 gradi il sistema economico” coinvolgendo anche i propri interlocutori finali, ovvero i consumatori, suggerisce l’ad di Aboca. “Faccio un esempio: noi abbiamo ideato e prodotto una mostra su ‘La botanica di Leonardo’ che aprirà il 13 settembre a Firenze presso il Museo di Santa Maria Novella. Bene – ricorda – noi facciamo tantissime attività culturali che consideriamo come un modo per condividere con centinaia di migliaia di persone una visione diversa fra uomo e natura. In questo modo non promuoviamo direttamente l’azienda ma i valori che ne sono alla base: e ciò ci consente di creare una relazione di fiducia che è l’unica alla base di una crescita non solo nel breve periodo”.
Mercati lamenta solo che la legge italiana del 2015 che ha ‘costretto’ le società Benefit a modificare il proprio statuto “inserendovi le finalità sociali e rendendole vincolanti, con un passo in avanti notevolissimo, forse è passata sotto traccia, visto che nessuna forza politica ne ha fatto un cavallo di battaglia”. Oggi però – aggiunge – “data anche la forza del terzo settore in Italia, questo nuovo discorso su un capitalismo ‘consapevole’ può costituire una chiave importantissima” per la nostra crescita. “Ne sono fortemente convinto- conclude – data anche la misura delle nostre aziende e il nostro capitalismo imprenditoriale”.