Roma, 8 ago. (AdnKronos) – Non applicare la causa di non punibilità per la ‘particolare tenuità del fatto’ alle ipotesi di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale, ‘quando il reato è commesso nei confronti di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni’, come previsto nel decreto legge sicurezza bis, “solleva dubbi sulla sua conformità al nostro ordinamento e sulla sua ragionevolezza” , in quanto “include un ampio numero di funzionari pubblici, statali, regionali, provinciali e comunali nonché soggetti privati che svolgono pubbliche funzioni, rientranti in varie e articolate categorie: vigili urbani, gli addetti alla viabilità, i dipendenti dell’Agenzia delle entrate, gli impiegati degli uffici provinciali del lavoro addetti alle graduatorie del collocamento obbligatorio, gli ufficiali giudiziari, i controllori dei biglietti di Trenitalia, i controllori dei mezzi pubblici comunali, i titolari di delegazione dell’Aci allo sportello telematico, i direttori di ufficio postale, gli insegnanti delle scuole, le guardie ecologiche regionali, i dirigenti di uffici tecnici comunali, i parlamentari”. Lo sottolinea il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lettera che accompagna la firma del decreto legge sicurezza bis.
In pratica, è la considerazione del Capo dello Stato, è sufficiente che in momento di rabbia si arrivi ad un diverbio con un esponente delle categorie indicate per rischiare una condanna ad una pena minimo di sei mesi, senza che il giudice possa applicare la lieve entità che porta al non luogo a procedere.