(AdnKronos) – Dopo i grandi, insomma, “bisogna mettersi al tavolo con i più piccoli, coinvolgendo anche gli istituti di credito, le banche: il tessuto economico-produttivo del nostro settore è fatto da piccole medie imprese. Abbiamo bisogno – ribadisce – che la politica prenda atto che servono interventi per il rilancio dell’edilizia: su altri settori – osserva – sono intervenuti cercando di andare incontro con incentivi, mentre il nostro settore è stato massacrato da una patrimoniale, tra Imu e Tasi, senza eguali, dal codice degli appalti, e da una burocrazia soffocante”. Oggi, continua, “per aprire un cantiere ci voglio dai 50 ai 55 adempimenti. E non parlo della Tav, ma parlo di un condominio di sei alloggi o della ristrutturazione di una villa”.
Qualcosa, tuttavia, si sta muovendo. “Bisogna dare atto al Governo – dice – che ci ha ricevuti, siamo stati ascoltati. Il governo precedente non ci riceveva. Forse è stato molto merito sul casus belli sollevato da Torino sulla Tav”, altro tema caldo. “In questo caso, le infrastrutture sono beni di carattere sociale, rendono attrattivo un Paese che le fa, attirano capitali”. Certo, con lo “sblocca-cantieri qualcosa si è fatto rispetto al passato, ma si può e si deve migliorare”.