Milano, 3 ago. (AdnKronos) – Progetto Italia, il nuovo polo delle costruzioni promosso da Salini Impregilo con il coinvolgimento di Cdp e il salvataggio di Astaldi, rischia di destabilizzare il settore italiano, creando un grande gruppo senza mercato in Italia ma in grado di danneggiare la concorrenza. Anche per la presenza di Cassa Depositi e Prestiti e di grandi banche nell’azionariato della nuova società. E’ l’allarme lanciato da Gabriele Buia, presidente dell’Ance, l’associazione italiana dei costruttori edili. “Questa operazione rischia di creare una destabilizzazione del mercato”, spiega Buia all’Adnkronos. “Se sommiamo i fatturati delle imprese che potrebbe aderire a Progetto Italia, arriviamo intorno ai 15 miliardi di fatturato, ma un’azienda del genere in Italia -avverte- non ha mercato, è morta il giorno dopo. E’ troppo grande per operare in Italia”.
In Italia, sottolinea il presidente dell’Ance, “non c’è mercato, oggi le gare pubbliche di una certa entità in Italia sono pochissime e non possono sostenere la presenza di un’impresa come questa”. Un’aggregazione di dimensioni come quella di Progetto Italia ha bisogno di un mercato interno adeguato. Ad esempio i gruppi francesi realizzano il 60-70% del proprio fatturato in Francia e poi si muovono all’estero. “Loro hanno un mercato prima interno, mentre noi non abbiamo mercato interno”, con Salini Impregilo, continua Buia, che “fa il 93% del proprio mercato all’estero”. C’è il rischio quindi che il nuovo gruppo debba “fagocitare tutto quello che c’è in Italia”.
L’associazione dei costruttori edili è preoccupata per la sopravvivenza delle aziende concorrenti. Anche a causa della compagine azionaria che avrà Progetto Italia. “I futuri azionisti saranno le banche, la Cdp e il mercato. C’è un potere finanziario enorme” nel nuovo gruppo, avverte Buia. Ma quando un’impresa partecipa a una gara per un’opera pubblica “deve presentare le garanzie, che si vanno a prendere in banca. Come fa un’impresa che non è partecipata in quel modo e che resta fuori dall’aggregazione a pensare di resistere? Avrà le stesse chance di poter concorrere? Il progetto rischia di creare una destabilizzazione del mercato”.