Milano, 3 ago. (AdnKronos) – Progetto Italia, il nuovo polo delle costruzioni promosso da Salini Impregilo con il coinvolgimento di Cdp, “non è un’operazione di sistema”, ma il salvataggio di Astaldi. E il problema è “la presenza della mano pubblica. Il singolo intervento crea solo problemi, soprattutto se c’è la pubblica amministrazione in mezzo”. E’ quanto afferma Gabriele Buia, presidente dell’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, contattato dall’Adnkronos. “Progetto Italia non è un’operazione di sistema, ma un progetto per far crescere questo nuovo soggetto che passa dal salvataggio di Astaldi. La mano pubblica non deve intervenire nel mercato privato, perché se interviene in questo modo, deve dare ristoro a tutte le imprese, non solo le grandi”, continua Buia.
“L’interesse pubblico deve venire per primo, quindi regole uguali per tutti, altrimenti avremo un mercato fatto di figli e figliastri”, sottolinea Buia. “Noi vogliamo trasparenza e regole uguali per tutti, altrimenti continueremo con questo sistema del mondo delle costruzioni a fasi alterne”.
Le operazioni di salvataggio, sottolinea il presidente dell’Ance, “si fanno con soldi privati e non pubblici, si fanno con le banche e con le imprese”. Oppure “si mettano in atto politiche di aggregazione anche per le piccole e medie imprese”.