AFP/LaPresse

Roger Federer, in qualità di membro dell’ATP Player Council, vuole ascoltare le proposte dei tennisti che giocano ad un livello più basso: secondo lo svizzero chi partecipa ai Challenger e alle qualificazioni dovrebbe guadagnare di più

Da qualche settimana Roger Federer è diventato a tutti gli effetti un membro dell’ATP Player Council, l’associazione che cura gli interessi dei giocatori del circuito maschile. Lo svizzero ha deciso di prendere in considerazione soprattutto le richieste dei tennisti di ‘livello più basso’ che vorrebbero un aumento degli introiti anche a livelli inferiori e nelle qualificazioni, non potendo molto spesso, a differenza dei top player, arrivare a giocare le fasi più calde dei tornei, quelle con i montepremi più alti.

Federer ha spiegato: “credo che i giocatori di Challenger (quelli che giocano nell’Atp Challenger Tour, un gradino sotto il principale Atp Tour, ndr) e forse anche gli sconfitti delle qualificazioni e dei primi turni dovrebbero ottenere di più. Penso che se ci dovessero essere aumenti, non dovrebbe avvenire tra i top player. Sento che abbiamo raggiunto un livello abbastanza buono lassù. La politica del tennis? La cosa importante è parlarsi, tra Atp, Wta, tutti, spero di poter essere utile essendo di nuovo nel board, e sarà positivo essere nella stessa stanza con Novak e Rafa, per capire cosa possiamo fare. I montepremi nel tennis sono saliti moltissimo e velocemente, ma c’è un gap ancora troppo evidente tra quanto prende chi va avanti negli Slam e chi esce nei primi turni. Ma anche chi gioca i Challenger lavora e fa fatica come noi top, e dovrebbe potersela cavare dignitosamente, non può essere in perdita“.

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