Roma, 7 ago. (AdnKronos) – Matteo Renzi “aveva promesso che in caso di sconfitta” al referendum “avrebbe abbandonato la politica ma non l’ha fatto”. Lo sottolinea Luigi Zanda, tesoriere del Pd, in un’intervista a ‘La Repubblica’. “Il Pd -aggiunge- è l’unica vera forza di contrasto ai gialloverdi e ne combatte la politica di odio e discriminazioni. Ma Zingaretti ha vita difficile perché nel partito ha una maggioranza del 70% e nei gruppi parlamentari le percentuali sono rovesciate a causa delle scelte fatte per le liste delle politiche”.
“Sulle divisioni interne, spesso si travisano i fatti. Io dissi ad Andrea Marcucci che spettava a lui in quanto capogruppo intervenire e non a Renzi che frequenta poco l’Aula e non ha nemmeno votato contro la fiducia al decreto sicurezza. Per il Pd la gestione dell’Aula è molto importante soprattutto per colpire una maggioranza che si sta disarticolando su tutto con la mozione sulla Tav”.
Quanto ai rapporti con M5S, “per il Pd -conclude Zanda- i 5 Stelle sono inavvicinabili. Ma Se Di Maio viene sostituito e se il Movimento va in pezzi, allora il Pd dovrà fare politica”.