MotoGp – Che stoccata di Valentino Rossi alla Yamaha: “sta iniziando a lavorare su cose intelligenti”

Valentino Rossi sincero nel post qualifiche del Gp della Gran Bretagna: che stoccata alla Yamaha da Silverstone

E’ un sabato felice e soddisfacente quello di oggi a Silverstone per Valentino Rossi: dopo un weekend in pista positivo il Dottore è riuscito a chiudere al secondo posto le qualifiche del Gp della Gran Bretagna, partendo domani in gara alle spalle solo di Marc Marquez e davanti a Jack Miller.

valentino rossi
AFP/LaPresse

Al termine delle qualifiche, il Dottore ha mostrato un sorriso smagliante, ma non mancate le stoccate al suo team: “la Yamaha sta iniziando a lavorare su delle cose intelligenti: sull’accelerazione, sull’elettronica per gestire la gomma. Tutte cose che io chiedo da due anni e mezzo, ma su cui non avevo mai avuto una risposta prima degli ultimi mesi. Magari riusciamo a migliorare e ad essere competitivi sia alla fine di quest’anno che l’anno prossimo. Siamo migliorati, ma siamo ancora lontani: prendiamo 7-8 secondi in gara, le altre moto fanno 12 km/h in più in rettilineo. Non andremo mia forte come la Ducati sul rettilineo, ma bisogna lavorare almeno per dimezzare il gap“, ha affermato a Motorsport.

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AFP/LaPresse

Il Dottore ha poi commentato il suo stato d’animo dopo le gare del Mugello e dell’Olanda: “depresso no, ma ero molto triste. Arrivavo alle gare ottimista, perché Vinales comunque ha vinto ad Assen e Quartararo va sempre forte, ma non riuscivo a guidare, quindi ero molto triste. E’ bastato sistemare un po’ la moto e già da Brno l’ho sentita più mia. Almeno così è divertente, perché a questo punto della mia carriera bisogna andare alle gare se ti diverti e sei competitivo, altrimenti diventa tutto pesante. Prima di tutto pensiamo a domani, poi a Misano, perché ci sono ancora moltissime gare. In campionato, fortunatamente nelle prime gare sono riuscito a prendere molti punti, quindi si può puntare anche a qualcosa di buono, perché dal terzo posto di Petrucci fino a Quartararo siamo tutti attaccati“.