Morte Gimondi – Il ricordo speciale di Cassani: “non andai al matrimonio di mio zio per vedere la sua vittoria ai Mondiali”

Davide Cassani ed il pensiero speciale per Felice Gimondi dopo la sua improvvisa scomparsa

La scomparsa di Felice Gimondi ha lasciato un vuoto immenso nel mondo del ciclismo. L’ex campione italiano, orto a causa di un malore mentre si trovava a mare a Giardini Naxos, è stato ricordato da tantissimi uomini del mondo a due ruote, tra cui anche il ct azzurro Davide Cassani.

Tiziano Manzoni/LaPresse

Mi sono innamorato del ciclismo tifando Felice Gimondi, mio padre era un suo tifoso, ho avuto solo lui come idolo, quando ha smesso non ho più tifato per nessuno. Sono del ’61, mio padre mi portò a vedere il Mondiale nel ’68, tifavo per Gimondi, due anni dopo il Giro arrivava a Faenza, chiesi di andare in albergo per vederlo, avevo un grande amore per lui. Quando vinse il Mondiale, nel 1973, quel giorno si sposava mio zio, dissi ai miei che non sarei andato al matrimonio perchè volevo vedere il campionato del Mondo a Barcellona, vederlo vincere fu bellissimo, fu una giornata bellissima. Potete immaginare cosa provo io in questo momento nell’avere avuto questa notizia“, ha raccontato Cassani ai microfoni Sky.

Ha vinto tre Giri, il Tour, la Vuelta, il Mondiale, la Sanremo, la Roubaix, il Lombardia, ha vinto tutto, quando uno vince le classiche e tutti i giri vuol dire che e’ un grande fenomeno, la sua grandezza l’ha dimostrata quando nonostante Merckx non si è mai dato per vinto, ha sempre lottato per batterlo e in alcune occasioni e’ riuscito anche a farlo. Era l’emblema del ciclismo, io ero un ragazzino negli anni in cui gareggiava e con lui sognavo. Uno di quelli che sanno, vincere, lottare e perdere, vinceva prima di Eddy e ha continuato a farlo anche quando Merckx era sul viale del tramonto. Quando è passato professionista è arrivato terzo al Giro e ha vinto il Tour de France, qualcosa di straordinario. Quando nel 76 vinse il suo terzo Giro d’Italia, Merckx era già un po’ in declino, lui no, era lì ancora a vincere, perchè ha sempre lottato, non si è mai dato per vinto e questo appartiene solo ai più grandi“, ha concluso Cassani.

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